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Salerno – Affetto e applausi: Maurizio De Giovanni fa il pienone nel quadriportico della Cattedrale di Salerno a chiusura del SalerNoir. Presenta il suo ultimo libro ad un pubblico e ad una stampa che, evidentemente, dello scrittore napoletano e delle sue fatiche letterarie conoscono praticamente tutto.

De Giovanni si sente a suo agio: molti i riferimenti a fatti, luoghi, vicoli, fontane  – in particolare dei Quartieri Spagnoli -; racconta gli aneddoti di Napoli proprio come se parlasse ai napoletani. C’è ricalco, giù applausi. Più che ospite, fa da padrone di casa: un po’ mattatore, un po’ cicerone culturale con frequenti puntate di natura sociologica.

Se fosse un dipinto, Salerno farebbe da cornice: il quadriportico del Duomo diventa ancor più splendido quando l’illuminazione ruba spazio alla calante oscurità. Le luci scelgono archi, colonne, facciata e campanile; nel buio resta lo squarcio vivo al centro. E’ quello lasciato della ‘trasposizione’ della Fontana delle Paparelle dall’atrio di San Matteo in una sezione della villa comunale di Napoli.

“Maurizio ha delle opinioni e non ha nessun problema ad esprimerle. Ha coraggio e grande dirittura morale” chiosa il giornalista Massimiliano Amato che gli siede di fianco prima che De Giovanni si dedicasse al firma copie dei tanti salernitani accorsi ad omaggiarlo. Anche per le sue opinioni.