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Salerno – “La questione morale è sempre sottesa in tutte le campagne elettorali perché c’è il problema, molto grave, della corruzione: strumento dell’agire mafioso che va combattuto così come si combattono le mafie”, dice con la solennità che la carica di ‘già Procuratore Nazionale Antimafia’ inevitabilmente gli lascia addosso. Poi, però, quando la domanda è diretta (“la imbarazza il caso-Alfieri?”), Franco Roberti preferisce glissare rispondendo: “No, ho già espresso la mia opinione e per oggi non ci torno sopra”.

Nella sala grande del Mediterranea Hotel Vincenzo De Luca è atteso dai volti, dalle strette di mano, dai baci e dagli abbracci di quasi tutti coloro che, in maniera fissa o a rotazione, rappresentano i suoi riferimenti nelle istituzioni di Comuni, Provincia e, da quattro anni, della Regione. De Luca è a suo agio. Sa di parlare ai ‘suoi’ e, pur conscio della presenza di smartphone in modalità-registrazione, decide di mantenere l’aplomb istituzionale per meno di venti secondi. Presa la parola, con il piglio del capofamiglia (in sala anche i due figli), lancia l’imperativo: “Ad una settimana dal voto faccio appello a voi per una mobilitazione straordinaria. Tanto per essere chiari, vi chiedo di mettere come voto fisso sulle schede il nome di Franco Roberti. Dev’essere un impegno di tutta la Federazione e di tutti i nostri militanti: su ogni scheda ci deve essere il nome di Franco Roberti”. Imperativo che ripete ancora prima di aggiungere: “Il suo valore simbolico in termini di autonomia del potere giudiziario rispetto a quello politico è assoluto: è un testimone delle battaglie di legalità”. Anche alla fine del discorso infarcito di accuse a M5S, Lega ma anche non scevro di autocritica verso il Pd, ripropone come un mantra: “Abbiamo il dovere di eleggere Franco Roberti. L’impegno della provincia di Salerno dev’essere di mettere su ogni scheda il nome di Roberti. Sarà un motivo d’onore per noi”. Nessun accenno alla questione-morale del Pd. In sala c’è il suo vecchio capo staff (Nello Mastursi) ma non il nuovo. Quando a De Luca viene ripetuta la stessa domanda fatta a Roberti (“il caso-Alfieri la imbarazza?”) a differenza del ‘già Procuratore Nazionale Antimafia’, che almeno con cortesia aveva risposto, preferisce non aprire bocca e tirare diritto. Senza solennità.