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Il caso del professore Carmine Alfano non è isolato ma sono all’ordine del giorno segnalazioni di criticità e problematiche che riguardano le scuole di specializzazione che minano profondamente la qualità del percorso di formazione.

L’agghiacciante denuncia arriva dal  sindacato dei Giovani Medici, che in una nota inviata stamani, ha  espresso  incredulità e sconcerto in merito alla grave vicenda emersa relativamente alla Scuola di specializzazione in Chirurgia Plastica dell’Università di Salerno.

”Non è accettabile che la crescita dei giovani medici sia affidata a figure inadeguate a rivestire un ruolo di insegnamento e guida oltre che lesive della dignità sia personale che professionale- Si legge nella nota firma della segretariato italiano giovani medici,  sede provinciale di Salerno- L’obiettivo, come associazione di rappresentanza, è quello di preservare i colleghi coinvolti in questa inaccettabile vicenda da un uso strumentale e propagandistico”. Il sindacato inoltre si è detto disponibile a collaborare e a lavorare in sinergia con gli organi competenti all’interno dell’Ateneo al fine di accertare ogni responsabilità, di tutelarli e di evitare che il loro percorso formativo risulti ulteriormente compromesso.

“Pretendiamo chiarezza e trasparenza nell’attuazione degli opportuni provvedimenti nel rispetto dei colleghi e del loro lavoro. Siamo sicuri di poter contare sulla professionalità e soprattutto sulla tempestività da parte di tutti gli organi preposti” conclude la nota che arriva poche ore dopo la decisione ufficiale da parte dell’Università degli Studi di Salerno, e del rettore Vincenzo Loia,  di sospendere il professore Alfano dalle funzioni di coordinatore del direttore di scuola di chirurgia plastica presso l’università avviando contemporaneamente un procedimento disciplinare nei confronti del docente smascherato da un audio pubblicato sul settimanale l’espresso in cui utilizzava frasi omofobe e sessiste.