Tempo di lettura: 4 minuti

Salerno – Riceviamo e pubblichiamo a commento della notizia relativa alla lettera con la quale la camera penale di Salerno aveva chiesto le dimissioni del ministro Bonafede il comunicato del gruppo scorrimento graduatoria idonei assistenti giudiziari, a firma di Luca Giovanni Amoruso. Ecco il testo: 

“Dopo aver letto il vostro interessante articolo “La Camera Penale di Salerno chiede le dimissioni del Ministro Bonafede” in merito alla lettera con la quale la Camera Penale Salernitana ha chiesto le dimissioni del Ministro della Giustizia (leggi qui), in seguito ai “chiarimenti pubblicati dal Ministro sulla sua pagina social, espressione di approssimazione e superficialità […] e culturalmente offensivi poiché disorientano proprio i cittadini italiani diffondendo informazioni distorte e fuorvianti sulle regole principali del nostro sistema giuridico“.

Senza entrare, in questa mia, completamente nel merito della macro questione, vorrei sottoporvi la ‘mission’ che è alla base del nostro Gruppo. 

​È imprescindibile, converrà con me, che il nostro sistema giustizia costituisce il fulcro fondamentale sul quale si deve reggere l’intera società “civile” e che, com’è noto, esso regolando e gestendo gli aspetti di civile convivenza dei cittadini, va ad assolvere al proprio delicato compito,​ solo se “messo” in condizione di essere efficiente.​ Ne consegue che, aldilà di qualsivoglia riforma, sia essa sulla prescrizione, sul “processo breve” o su quello civile, tra i primi requisiti di cui ha necessariamente bisogno, certamente si impone il continuo ricambio ed apporto di personale amministrativo, donne e uomini, che gli consenta e gli garantisca di mantenere costantemente un livello di efficienza sufficiente, sotto il profilo della ‘performance’ negli uffici giudiziari tutti.

Allo stato attuale, però, si computano più di 9000 carenze di personale amministrativo, frutto di una politica assunzionale non andata forse mai avanti come avrebbe dovuto negli ultimi anni, intralciata da troppe realtà come il blocco del turn-over, concorsi​ e da una indecisione politica di fondo alquanto imbarazzante.

Ne sono conseguiti (e non accennano a cessare), allarmi lanciati a grandi lettere da parte di molti, e forse troppi, tribunali, uffici giudiziari, procure e corti d’Appello, tutti accomunati dal bisogno immediato di personale amministrativo, che possiamo facilmente leggere quotidianamente su tutte le testate giornalistiche, siano esse nazionali che locali. Considerando che l’attuale piano assunzionale messo in atto dal Ministero (di cui l’ ultima convocazione di 489 unità di assistenti giudiziari in data 11/12/2019 ne costituisce un tassello), non sarà sufficiente ad attuare in maniera piena e solida quelle che sono, nei progetti del Ministero , le riforme – citate più volte in questa mia – che vedranno protagonista il sistema giustizia tutto.

Considerato che i concetti di Pubblica amministrazione come “prima scelta” , ‘asset’ del Paese, prima ancora di “sistema giustizia garante costante di un esercizio giudiziale” e sempre performante, devono esistere non solo come parole o all’interno di discorsi rassicuranti, ma essere, invece, prospettive realizzabili concretamente,

Vorrei informarvi che oggi ben 838 idonei assistenti giudiziari sono nell’immediato disponibili, tutti finanziati e “bloccati” in stand-by all’interno della graduatoria ministeriale in corso di validità relativa, appunto, al profilo di “assistente giudiziario” e creatasi all’esito del Concorso pubblico a 800 posti a tempo indeterminato, area funzionale II, fascia economica F2, nei ruoli del personale del Ministero della giustizia di cui al bando 18 novembre 2016.

Aggiungo, inoltre, che lo scorrimento integrale della suddetta, ufficialmente assicurato dal ministro e dai vertici apicali dell’amministrazione giudiziaria, messo nero su bianco nel piano triennale del fabbisogno del personale, deve e puó essere immediatamente attuato.

Le recentissime dichiarazioni, poi, via twitter della ministra Fabiana Dadone (secondo cui è attualmente al vaglio una misura governativa che vedrebbe le graduatorie approvate dal 2012 al 2017 conservare la loro validità sino a settembre 2020, e graduatorie, come la suddetta, approvata il 14 novembre 2017, scadere a settembre del 2020, prima quindi del 14 novembre 2020, data nella quale la graduatoria avrebbe compiuto 3 anni previsti dalla norma) 

Volendo pertanto portare decisamente alla luce lo stato delle assunzioni nel ministero della Giustizia, vi invio a nome di tutto il Gruppo Scorrimento Graduatoria Idonei Assistenti Giudiziari, il nostro comunicato stampa e una proposta emendativa alla Legge di Bilancio, con la preghiera di far emergere questa condizione e di farsi portavoce, parimenti, della soluzione da noi offerta per uscire dall’impasse”.