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Mercato San Severino (Sa) –  E’ in corso di notifica l’avviso di conclusione delle indagini preliminari avente ad oggetto le condotte di bancarotta fraudolenta poste in essere con riferimento alla GESEMA Ambiente e Patrimonio S.r.l., società in house del Comune di Mercato San Severino, il cui capitale sociale era interamente detenuto dall’ente territoriale, dichiarata fallita il 7 febbraio 2017 dal Tribunale di Nocera lnferiore.

La GESEMA era preposta alla gestione di servizi pubblici essenziali quali la raccolta dei rifiuti e la manutenzione del patrimonio comunale e, per tale ragione, era sottoposta al cosiddetto controllo analogo del Comune che esercitava sulla società poteri di controllo e gestione analoghi a quelli esercitati sugli altri uffici comunali, essendo la società in house equiparata ad una longa manus del Comune e, pertanto, beneficiaria dell’affidamento diretto dei servizi pubblici senza l’espletamento di alcuna gara di appalto. I poteri di gestione diretta erano disciplinati dal Regolamento per il controllo delle società partecipate dal Comune di Mercato San Severino, approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 3 del 9 aprile 2009, che attribuiva al Sindaco il ruolo di dominus e gestore della società, avendo lo stesso la rappresentanza del Comune nell’assemblea dei soci (artt. 2 e 18) ed il potere di nominare gli amministratori, l’amministratore delegato (artt. 4 e 5) ed i componenti del collegio sindacale (art. 18).

Le indagini svolte dalla Guardia di Finanza Compagnia Salerno e coordinate dal Sostituto Procuratore dott. Davide Palmieri hanno evidenziato che, fin dall’anno 2010, la GESEMA soffriva di una significativa erosione del capitale sociale dovuta precipuamente agli omessi pagamenti del Comune di Mercato San Severino, socio unico ed unico fruitore dei servizi erogati dalla società. In buona sostanza l’ente territoriale beneficiava dei servizi pubblici erogati dalla GESEMA, scaricando su quest’ultima i costi dell’erogazione con conseguente accumulo di debiti, ma ometteva, in larga parte, il pagamento dei corrispettivi e l’attribuzione delle risorse necessarie a riportare in equilibrio il bilancio societario ed impiegava i fondi cosi risparmiati per finalità diverse, verosimilmente dirette alla visibilità ed alla costruzione del consenso politico. Siffatta gestione è stata protratta per vari anni mediante le operazioni dolose descritte nei provvisori capi di imputazione, nonché attraverso la falsificazione delle scritture contabili, che hanno condotto al dissesto della GESEMA. Il fallimento ha determinato I’omesso versamento di imposte, tasse e contributi con accumulo di un debito erariale pari a circa € 2.000.000, che costituisce un gravissimo danno per l’intera collettività.

Sono esemplificative della gestione dolosa le condotte di stipulazione di contratti di factoring aventi ad oggetto la cessione dei crediti non pagati vantati dalla fallita nei confronti del Comune di Mercato San Severino con conseguente aggravio di costi dovuti al pagamento del factor, nonché la ricapitalizzazione fittizia realizzata mediante conferimento net capitale sociale di immobili di proprietà dell’ente territoriale in cui erano ospitate strutture scolastiche, immobili che sostanzialmente nulla avevano a che fare con l’oggetto sociale della GESEMA che, peraltro, non li poteva utilmente impiegare in quanto strumentali aIl’esercizio di funzioni istituzionali ai sensi dell’art. 58 co.1 del D.L. 25 giugno 2008 n.112 .

Parimenti grave è la svendita delle partecipazioni nella ROTA GAS s.r.l. cedute alla Italtrading SPA che, già al momento della cessione, era insolvente, avendo un patrimonio netto negativo pari ad € 131.740.619,00 e che, pertanto, non ha pagato il prezzo pattuito per la cessione. La stessa Italtrading, poco dopo, cedeva le predette quote alla Libera Energia SPA. Tale ultima operazione é oggetto del procedimento pendente presso la Procura della Repubblica di Milano (n. 43158/2017 RGNR), che ha ottenuto il sequestro preventivo delle quote della ROTA GAS al fine di impedire che le ulteriori cessioni poste in essere dalla Italtrading SPA potessero determinare un aggravamento del dissesto.

Di particolare gravità deve inoltre considerarsi la cessione a titolo gratuito in favore della Fondazione Teatro Comunale Mercato San Severino, che non ha mai ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica e la conseguente iscrizione ne registro previsto dall’art. 1 del D.p.r. 361/00, del ramo di azienda costituito dal complesso organizzato dei beni materiali ed immateriali del Nuovo Teatro Comunale comprendente, fra I’altro, la sala teatro e cinematografica, la sala conferenze, la sala bar e foyer, camerini e spogliatoi. Con tale operazione sono stati addossati alla società fallita i costi di gestione e le obbligazioni connesse al complesso aziendale ceduto, secondo quanto previsto dagli artt. 2, 3, 4 della “Convenzione per la gestione e la manutenzione del Teatro Cinema Comunale” stipulata fra la GESEMA Spa ed il Comune di Mercato San Severino, senza riconoscere, in cambio, alcun vantaggio economico derivante dall’esercizio del predetto ramo di azienda.

Tale vicenda risulta degna di particolare attenzione alla luce di quanto emerso nell’ambito di paralleli procedimenti penali e di prevenzione trattati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno (ed in particolare dalle dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia, riscontrate proprio dagli esiti della presente indagine) circa la gestione uti dominus del Teatro Comunale da parte di Stornaiuolo Fabio (deceduto net corso delle indagini ed alI’epoca coniugato con Cirillo Anna), già coimputato con il cognato CIRILLO Luigi Giuseppe nel processo per il delitto di trasferimento fraudolento di valori pendente innanzi al Tribunale di Salerno.