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Salerno – Matrimoni finalizzati all’ottenimento del permesso di soggiorno: la Procura ricorre ai giudici del Riesame per chiedere la custodia cautelare per tutti gli oltre settanta indagati coinvolti nell’operazione “Unioni di Fedi”.

Un’ inchiesta che ha portato alla luce un giro di matrimoni tra italiane ed extracomunitari finalizzato all’ottenimento del permesso di soggiorno. Un matrimonio che durava il tempo necessario per ottenere il documento, poi la separazione. A ricorrere ai giudici del Riesame è stato il pubblico ministero Elena Guarino. Il magistrato aveva chiesto la custodia cautelare per tutti gli indagati, richiesta che non fu accolta in toto dal Gip Emiliana Ascoli. Nel luglio scorso in manette finirono  Laura Iadanza 56 anni di Battipaglia,  la nipote Carmela Ielpi 36 anni di Battipaglia  ristretta agli arresti domiciliari. I giudice del riesame decideranno ad inizio dicembre.  A tutti gli indagati, nei giorni scorsi è stato anche notificato l’avviso di conclusione indagine. 

A mettere la parola fine alle unioni truffaldine furono i carabinieri della compagnia di Battipaglia diretti dal capitano Erich Fasolino. I militari Arma, su disposizione della Procura di Salerno arrestarono, zia e nipote e notificarono nei confronti di altre cinque persone il provvedimento di obbligo di dimora nel comune di residenza.  Laura Iadanza era la promotrice dell’attività che vedeva coinvolti anche altri membri della famiglia.  Settanta le persone indagate e accusate di concorso in favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, induzione alla falsità ideologica ed alterazione di stato.