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Salerno – Di sinistra con ispirazione socialista? Moderati e liberali con sguardo rivolto a destra? Valli a capire, i 5 Stelle. A sentirli gli ortodossi – ossia coloro non sono andati via (per volontà o perché espulsi) – propongono singole e spesso autonome ‘interpretazioni autentiche’ di un Movimento al quale tre anni fa gli italiani chiesero di cambiare le logiche. Quelle stesse che, tre anni dopo, sembrano invece averlo inscatolato. Come il famoso tonno in lattina.

Tra epurazioni, ‘alleanze con il nemico giurato’, votazioni su piattaforma e un regolamento che tutti interpretano, la base si rivolta. Nel mentre il vertice fa acrobazie per stare al governo (da un giorno Sibilia è sottosegretario) pur volendo apparire movimento di lotta.

Nelle ultime ore l’imperituro Luigi Di Maio colloca il M5S nel novero delle forze “moderate e liberali”. Gli risponde il senatore salernitano Andrea Cioffi (l’autore di uno tra i più ‘ripetutamente ascoltati’ discorsi sulla fiducia della storia parlamentare). Scrive: “Il Movimento 5 Stelle non è una forza moderata e liberale. Non lo è mai stata non lo diventerà. Punto”.

Al Fatto, dice: “Lottiamo contro lobby e potentati, il Reddito di Cittadinanza si ispira al socialismo liberale e siamo con l’ex Presidente Sandro Pertini quando affermava che non può esserci libertà senza giustizia sociale’”.

Uno strappo. L’ennesimo. Ed anche stavolta risulta difficile comprendere ‘chi strappa chi…’.