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Eboli – “E’ una causa che risale al 1998 con ordine di demolizione del 2008, il 23 maggio è stato notificato l’ordine di sgombero dell’abitazione ai fine della demolizione prevista per il 7 giugno”. Così ha raccontato il legale dell’uomo, Damiano Cardiello. “In data 27 maggio ho depositato un’istanza di sospensione fondata su varie motivazioni: l’attesa della valutazione della richiesta di concessione in sanatoria; all’interno dell’abitazione risiedeva l’uomo pensionato, malato terminale come la documentazione sanitaria allegata, il figlio con tre minori a carico e la moglie. Eravamo poi in attesa di conoscere gli esiti dell’approvazione del disegno di legge Falanga che riordina i criteri di demolizione dei fabbricati, imponendo l’abbattimento per ultimo delle case abitate. Questo- ha proseguito l’avvocato – era un caso di prima necessità ma nonostante quanto rilevato il sette giugno carabinieri e vigili erano stati delegati per lo sgombero coattivo, sospeso perché si è convenuto di procedere con l’auto demolizione. Così la signora ha incaricato una ditta per evitate le ruspe dello Stato. C’erano tutti i presupposto per sospendere la demolizione,che era abusiva e non volevamo evitarla ma semplicemente sospenderla al fine di attendere la corte di appello, invece questa accelerazione ha comportato il precipitare della situazione. Bastava buon senso e sospendere il procedimento almeno di un anno per attendere gli esiti. Invece, sabato mattina la ditta incaricata è andata a recintare la casa, il signore è uscito, ha visto la scena ed è stato colto da malore”. Il fatto è accaduto sabato mattina in località Campolongo. S.G queste le iniziali,  aveva 64 anni, ed era originario di Poggiomarino ma da anni abitava ad Eboli. Soffriva di reni ed aveva avuto un trapianto qualche anno prima.  A stroncarlo,  un infarto fulminante.