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Salerno – Chiamatela, se volete, la battaglia delle zeppole di San Giuseppe. La questione è infatti uscita alla luce del sole quando il 19 marzo in molti non hanno saputo rinunciare alla tradizione di gustare la zeppola con crema. La comparsa del dolce sulle tavole dei campani ha fatto emergere però che, mentre le pasticcerie ufficiali erano chiuse, chi era autorizzato a produrre pane considerato bene essenziale, ha pensato bene di produrre anche altre cose come dolci e pizze. Naturalmente una situazione che aggiunge la beffa al danno delle attività che sono chiuse e devono fare i conti anche con i dipendenti da mantenere, oltre alle conseguenze economiche della chiusura delle attività. Una situazione appesantita dalla chiusura che è stata prorogata a dopo Pasqua. Per i pasticcieri un dramma nel dramma. Perdite che non potranno essere recuperate. E sui social parte la campagna per chiedere più controlli. Angelo Agrippa ad Eboli lancia una serie di proposte.