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Salerno – Martedì 1 dicembre alle ore 19.00 in diretta sulla pagina Facebook “Potere al Popolo Agro Nocerino-Sarnese” si è tenuto l’incontro online per discutere della gestione dei servizi sociali del Piano di Zona S01 e delle criticità legate agli assegni di cura per ragazzi e ragazze disabili.

Abbiamo ascoltato i pareri e le proposte di tutti gli ospiti: l’avvocato della Casa del popolo Cohiba Laura Belvisi, il presidente della FishOnlus Campania Daniele Romano, il Garante dei diritti dei disabili della Regione Campania Paolo Colombo, l’Assessore alle politiche sociali Antonietta Manzo, il consigliere di opposizione Tonia Lanzetta, l’attivista di Potere al Popolo Massimiliano Tresca, e la madre di uno dei tanti ragazzi a cui il diritto a ricevere la degna assistenza viene erogato a intermitterza, Mariassunta Villani.

La discussione è stata a tratti accesa, come spesso accade quando si trattano argomenti che hanno a che fare con la dignità delle persone, e a maggior ragione quando le persone sono soggetti fragili, che non possono difendersi da sé, e trovano davanti a loro un muro di gomma, dove le responsabilità rimbalzano e le domande rimangono senza risposta.

È per questo che abbiamo messo in campo degli strumenti legali che, come ha suggerito il Garante durante l’incontro, è uno dei tre strumenti a disposizione della cittadinanza, insieme a quello istituzionale e a quello politico. Riteniamo di averli utilizzati tutti e tre: abbiamo diffidato, ma abbiamo anche dialogato con le istituzioni, e abbiamo anche denunciato politicamente la situazione, suggerendo percorsi e strade alternative.

Ma cominciamo dalla fine, per così dire: l’ultimo atto di questa penosa storia è forse quello che più di tutti ci lascia a bocca aperta. È infatti di pochi giorni fa la notizia che le famiglie hanno ricevuto una raccomandata dal comune di Nocera Superiore in cui si proponeva, come soluzione sostitutiva agli assegni, l’erogazione di 24 ore mensili (!) di assistenza domiciliare. Abbiamo ascoltato dalla viva voce della signora Villani lo sgomento nel ricevere questa proposta: non solo è gravemente insufficiente, non solo configura una situazione di “prendere o lasciare” che è lesiva della dignità di queste famiglie, ma è anche totalmente inaccettabile alla luce dell’attuale emergenza sanitaria legata al Covid-19.

Si può infatti pensare all’eventualità di far entrare in casa di soggetti già così delicati degli estranei assegnati dai servizi sociali, e che per lavoro assistono più famiglie al giorno, in un periodo come questo? Su questo punto ci siamo già attivati per chiedere ulteriori spiegazioni.

Abbiamo bisogno di risposte chiare, ma anche di un cambiamento di prospettiva: sono state tante le criticità emerse dal dibattito. Daniele Romano ha insistito sulla necessità di chiarire un aspetto della vicenda che potrebbe avere risvolti gravissimi, che riguarda il pregresso. Esistono difatti stanziamenti già liquidati, ma che evidentemente non sono (più?) nelle disponibilità del Piano di Zona: su questo punto non abbiamo ancora avuto risposte soddisfacenti. Massimiliano Tresca ha sottolineato come anche rispetto alla trasparenza l’ambito risulti carente, dal momento che non esiste un sito online di facile accesso e con le dovute informazioni a disposizione dei cittadini (questione per la quale l’Assessore ha rassicurato che c’è già l’intenzione di rimediare). L’avvocato Laura Belvisi ha tenuto a precisare che la diffida nasce da una situazione già compromessa, già difficile, e che non può essere il pretesto per parlare dei ritardi, poiché essa stessa nasce proprio in risposta a questi ritardi.

Insomma, adesso ci siamo parlati, come tante altre volte in passato, ma da oggi vogliamo le risposte. Abbiamo ricevuto diverse rassicurazioni dall’Assessore Antonietta Manzo, e siamo sicuri che si impegnerà a sollecitare tutti coloro che sono coinvolti nella vicenda, in primo luogo il Dirigente dell’ambito, affinché tutte le questioni messe sul tavolo abbiano una risoluzione definitiva.

Non cediamo alla logica del capro espiatorio e non lo faremo mai: abbiamo anzi tutta l’intenzione di continuare a collaborare con chi non si trincera dentro il palazzo, ma ascolta la voce dei cittadini. Abbiamo anche, però, tutta l’intenzione di individuare i veri responsabili, e di costringerli a fare ammissioni di colpa, laddove ce ne sono.

Inoltre, come è emerso dal dibattito, Potere al Popolo Agro nocerino-sarnese ha un obiettivo ben preciso: vista la gestione fallimentare del Piano di Zona, della sua natura frammentaria e della sua incapacità strutturale di disporre dei fondi in maniera semplice, senza mille passaggi burocratici, proponiamo di affidare i servizi socio-assistenziali a un altro tipo di ente, l’Azienda Speciale consortile, che garantirebbe maggiore autonomia e affidabilità.

Abbiamo ricordato per l’ennesima volta ai rappresentanti del comune di Nocera Inferiore la necessità di mettere questa proposta all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale: se ciò non avverrà, passeremo alla raccolta firme!

Perciò, l’occasione dell’incontro ha anche lo scopo di creare dell’opinione pubblica riguardo alla vicenda, ed è per questo che auspichiamo un coinvolgimento dell’intera cittadinanza, affinché conoscano questa brutta pagina della nostra storia cittadina.

La battaglia delle famiglie continua, e noi saremo al loro fianco!