Tempo di lettura: 3 minuti

Contursi (Sa) – “Con la messa a regime dell’invaso di Campolattaro, entro cinque anni la Campania dovrà raggiungere l’autonomia idrica sul fabbisogno di 30mila litri al secondo su base annua: oggi seimila li diamo alla Puglia e altrettanti li prendiamo dal Garigliano e dal Torano-Biferno in Molise”. L’assessore regionale all’ambiente e vice di Vincenzo De Luca, Fulvio Bonavitacola, alle terme Capasso di Contursi parla ad un parterre dei quaranta sindaci degli altrettanti Comuni ricadenti nel bacino idrografico dei fiumi Sele-Tanagro-Calore il cui Contratto di Fiume è stato oggi avviato. Intervento per nulla banale. Bonavitacola comunica di essere stato qualche ora prima in Molise “per metterci al sicuro in quest’estate che si prospetta difficile”, quindi tira le cuoia alla Puglia (“mi sono opposto a dare il nostro parere favorevole alla ‘Pavoncelli bis’ nel rispetto del primo punto della convenzione: la ridiscussione degli accordi regionali”) e, sul sistema di trasferimenti delle quote idriche, accenna a Conza.

La galleria Pavoncelli Bis dovrà (dovrebbe) portare l’acqua del Sele in Puglia. 9 chilometri di tunnel per un costo stimato in circa 150 milioni, eppure non c’è accordo tra Campania e Puglia sulle quantità. Bonavitacola mette le cose in chiaro nei riguardi del Molise e anche della Basilicata: “La Campania ha le idee chiare per difendere i propri interessi. L’acqua è un nostro elemento fondativo”, chiude.

La Campania punta, quindi, su Campolattaro, nel Sannio. Ecco come il gestore, l’Agenzia Sannita Energia Ambiente, presenta l’invaso: “La diga è attualmente nella fase finale del suo collaudo, il riempimento avviene per gradi seguendo la procedura precisi protocolli tecnici. Con la conclusione dei lavori per la realizzazione della variante alla strada ‘Senzamici’ ricadente nel comune di Morcone, prevista nel mese di marzo 2018, sarà possibile finalmente raggiungere la quota di massima regolazione dell’invaso: 377,25 m.s.l.m. e procedere al collaudo funzionale dell’opera, e di conseguenza alla fine degli invasi sperimentali e all’avvio di quelli ordinari. L’ASEA sta contemporaneamente provvedendo, in accordo con il Ministero delle Infrastrutture e la Regione Campania, alla redazione dei progetti per l’utilizzazione delle acque invasate, in particolare ha redatto lo studio di fattibilità per la realizzazione dell’adduzione primaria (galleria di derivazione), da realizzarsi con fondi ex Delibera Cipe n°58/2016”.

In ordine all’avvio del Contratto di Fiume, il presidente della Commissione Bilancio Franco Picarone spiega: “Ad un anno dall’approvazione della legge regionale n.5/2019 di cui sono stato relatore, entra nel vivo il percorso di attuazione dei Contratti di Fiume. Siamo nei tempi previsti dalle linee guida per realizzare uno strumento in grado di attivare ingenti risorse a disposizione del territorio. Obiettivi: difesa della qualità delle acque e dei deflussi quantitativi, tutela dal dissesto idrogeologico e del paesaggio, sviluppo agricolo e turistico ecocompatibile. Il Contratto in questione è uno dei cinque sperimentali attivati sotto il coordinamento della Regione di concerto con il soggetto attuatore Ente Riserve Naturali ‘Foce Sele Tanagro’ e ‘Monti Eremita Marzano’. Unanime la soddisfazione dei sindaci presenti”.   

Simpatica la contrapposizione tra il sindaco di Padula Paolo Imparato e il presidente del Consiglio regionale, Rosa D’Amelio, originaria dell’area della sorgente del Sele.