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Salerno – Il presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Salerno, Giovanni D’Angelo, nella convinzione che “probabilisticamente il contagio arriverà anche da noi”, rassicura che “si stanno predisponendo posti-letto aggiuntivi in camere di isolamento nei reparti di terapia intensiva degli ospedali salernitani e le indispensabili tende pneumatiche che, davanti ai pronto soccorso, fungeranno da pre-filtro”. Dice: “I pazienti che sospettano di aver contratto il virus non devono andare né al Pronto soccorso né nello studio del medico di famiglia. Debbono telefonare alla guardia medica o al proprio medico che, sulla base di procedure codificate e degli elementi raccolti, deciderà se contattare il 118 per il tampone – in caso di alta probabilità di malattia in forza della zona geografica di provenienza – oppure se indicare la quarantena domiciliare di quattordici giorni. Il Ruggi si sta attrezzando per decodificare i tamponi”. Guarda avanti: “Il paziente ammalato di coronavirus conclamato verrà trasportato dalle ambulanze del 118 in isolamento ai reparti di terapia intensiva dei tre ospedali-hub di Salerno, Eboli e Vallo della Lucania, nei casi più avanzati il paziente verrebbe dirottato al ‘Cotugno’ di Napoli. Le valutazioni saranno caso per caso”.

 

Ad ascoltarlo c’è il sindaco Vincenzo Napoli: “Laddove dovesse verificarsi un caso di coronavirus in città, insieme con il Prefetto decideremo se chiudere le scuole. Al momento non esiste questa esigenza perché in città non v’è una sola infezione e non vedo panico in giro”. D’Angelo cede, lascia l’aplomb istituzionale parla di pancia: “Non conosciamo nessuna modalità per aggredire terapeuticamente questo virus che è la ‘bestia più nera che c’è’ perché ha una elevatissima capacità di adattarsi, mutando la propria genetica”. Va via, in direzione-Prefettura: sotto braccio il vademecum preparato per l’autodiagnosi.