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Salerno – Tra i meno giovani qualcuno si starà mordendo le mani. Fino agli anni ottanta Salerno era, infatti, la città da portare ad esempio – specie a sud di Roma e Napoli – per lo sviluppo delle filovie; la tramvia fu invece dismessa prima. Modalità di spostamento che permettevano agili collegamenti anche intercomunali: i più utilizzati era quelli verso Vietri sul Mare, Cava de’ Tirreni, Nocera e Pagani.    

Oggi, con le linee metro, quelle di tram e le filovie ritornano di grande attualità. La fondazione Openpolis, sempre molto attenta all’ambiente, fa sapere: “In questi ultimi mesi in Europa si discute sugli stanziamenti alla transizione ecologica nei fondi per la ripresa. Nel report Clean cities, Legambiente sottolinea come le risorse del piano nazionale di ripresa e resilienza siano un’importante opportunità per rendere le città più ecologiche e più attente al cambiamento climatico.

A partire dall’impegno per una mobilità sostenibile, che passa dallo sviluppo dei servizi di car e bike sharing, dalla costruzione di piste ciclabili e dal ricorso a mezzi di trasporto pubblico a zero emissioni. Non solo gli autobus, di cui abbiamo già analizzato la diffusione in Italia, ma anche i mezzi di trasporto su rotaia, come i filobus, le metropolitane e i tram”.

IL REPORT OPENPOLIS

Tram e metro: alternative valide ma da migliorare – Le vie tramviare e la metropolitana sono mezzi di trasporto sempre più presenti e utilizzati nei grandi centri urbani. Tuttavia, seppur siano meno inquinanti rispetto alle macchine, non sono delle alternative totalmente ecologiche.

Itram ad esempio, se da un lato non producono inquinamento atmosferico perché sono a trazione elettrica, dall’altro sono fonte diinquinamento acustico, per via dei forti rumori causati dai meccanismi interni. E livelli elevati di rumore sono dannosi per la salute fisica e psicologica delle persone e per la fauna

A Cagliari, Padova, Bergamo, Sassari e Firenze i chilometri di tram non aumentano da 5 anni.

Milano è il primo capoluogo per densità sia delle reti di tram che di metro, con rispettivamente 118,7 km per le prime e 48,9 km per le seconde ogni 100 kmq. Per quanto riguarda il chilometraggio dei tram seguono Torino (64,6 km per 100 mq), Venezia (25 km) e Palermo (17,4 km). Da sottolineare che nel capoluogo siciliano questo tipo di mobilità è disponibile solo dal 2016. Chiudono invece la classifica Roma (7,3 km per 100 kmq), Firenze (9) e Sassari (10,5).

5,5 km per 100 kmq è l’aumento della densità della rete metropolitana a Milano dal 2013 al 2018.

Invece, per quello che concerne le reti metropolitane, dopo Milano vi sono Brescia (25,6 km per 100 kmq) e Napoli (17,8). Torino e Roma dispongono entrambe di 11,7 km per 100 kmq, mentre Catania (11) e Genova (9) chiudono la classifica.

Il filobus: un mezzo di trasporto sostenibile – Il filobus, a differenza della metro e del tram, viene considerato dalla commissione europea un mezzo che non solo non inquina l’aria, ma non produce neanche inquinamento acustico.

In Italia ci sono 511 vetture di filobus

Milano risulta essere il primo capoluogo italiano anche per numero di filobus in circolazione, pari a 128 dei 511 presenti in Italia.

25% dei filobus italiani si trova nel capoluogo milanese.

Seguono Bologna (95), Roma (75) e Napoli (59). Rimini è il capoluogo con il valore più basso pari a 6 filobus. Chiudono la classifica Ancona (9), Lecce (12) e Chieti (12).

L’indicatore di inquinamento atmosferico dell’ispra è calato di 80 punti a Milano tra il 2018 e 2017.

Nel complesso, Milano è la città che presenta l’offerta più ampia di trasporto su rotaia, una valida alternativa all’utilizzo dell’autovettura personale. Questa spinta ambientalista del capoluogo lombardo nel trasporto potrebbe spiegare anche la riduzione dell’inquinamento atmosferico che si è registrata sul territorio nel 2018. (ultimo aggiornamento: lunedì 31 Dicembre 2018)

Via Benedetto Croce, rione Olivieri, in una foto d’Epoca.