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Salerno – E’ stato un 2019 di tensione per la provincia di Salerno. Tre, in particolare, gli episodi che hanno focalizzato l’attenzione della nazione dapprima sul Cilento e poi su Battipaglia e la Piana del Sele: la tragica morte dell’escursionista francese Simon Gautier; i roghi tossici nella piana del Sele; l’istituzione di una zona rossa a Battipaglia per il disinnesco di una grossa bomba inglese, della seconda guerra mondiale, inesplosa.     

SIMON GAUTIER
San Giovanni a Piro – La sera del 18 agosto fu ritrovato, senza vita in un burrone delle montagne di Scario, il corpo dell’escursionista francese Simon Gautier (foto a lato). Il 27enne francese fu individuato nove giorni dopo l’inizio delle ricerche – a seguito di una telefonata prima che la batteria del cellulare si scaricasse – e solo grazie all’utilizzo di un drone. L’apparecchio scoprì dapprima lo zaino perso a poca distanza ed a seguito della rovinosa caduta che, danneggiando organi vitali, causò la morte del giovane. Il corpo venne recuperato il 19 agosto da una squadra del CNSAS, Soccorso Alpino e Speleologico della Campania (foto in alto). Si scatenarono ampie polemiche, in Italia e in Francia, circa la necessità del ricorso al metodo della geolocalizzazione satellitare.
Esperienza tragica dalla quale il territorio sembra aver tratto insegnamento.
Il 13 dicembre a Vallo della Lucania, presso la sede del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano ed Alburni, fu firmata la convenzione tra Soccorso Alpino e Speleologico della Campania CNSAS e Parco “per migliorare la sicurezza ed il di soccorso all’interno dell’area del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, contribuendo al supporto alle attività del SASC CNSAS, che già operativo nell’area del Cilento con attività addestrative e di soccorso, si impegnerà nella divulgazione della prevenzione dagli incidenti e nella sicurezza nonché, quale attività istituzionale, al soccorso degli infortunati e pericolanti in ambiente impervio”.
Il 27 dicembre il Consiglio Regionale della Campania approvò il finanziamento triennale per dotare tutte le Centrali Operative 118 dei dispositivi di geolocalizzazione satellitare. Nelle more dell’attivazione del numero unico europeo per le emergenze (112) l’obiettivo è mettere in condizione le Centrali Operative 118 di geolocalizzare subito la persona in pericolo in modo da individuarla in maniera certa e da attivare il soccorso sanitario.

ROGHI RIFIUTI
Battipaglia – Sabato 3 e domenica 4 agosto si sviluppò, nella zona industriale, il primo di tre vasti roghi che in pochi giorni assimilarono l’area di Battipaglia alla ‘terra dei fuochi’. Il Governatore Vincenzo De Luca  puntualizzò: “Le ecoballe non c’entrano niente” corroborato dalla ricostruzione dei fatti dall’assessore regionale all’Ambiente Fulvio Bonavitacola (“l’incendio riguarda rifiuti speciali  – non domestici – accumulati nei mesi scorsi”). Nelle stesse ore la Protezione Civile di Battipaglia nel bollettino di aggiornamento del lunedì, rendeva noto: “Le squadre dei Vigili del fuoco sono ancora sul posto e stanno continuando a raffreddare la zona, in contemporanea si sta procedendo con il coprire le ecoballe con la sabbia fino alla bonifica completa della zona. Sul posto presente anche l’ARPAC che da sabato pomeriggio sta monitorando la situazione e la qualità dell’aria, a tutela di tutti gli operatori antincendio occupati nello spegnimento, degli operatori delle forze dell’ordine, e di tutti i cittadini battipagliesi e dei Comuni limitrofi”.
Il mercoledì successivo, in concomitanza con la celebrazione del Consiglio comunale, in diverse centinaia di battipagliesi si ritrovarono in protesta al municipio in piazza Aldo Moro.
Il 4 settembre sul territorio della attigua Bellizzi una densa colonna di fumo tossico fu visibile fin da Salerno. Così comunicò la Protezione Civile di Battipaglia: “Nella tarda mattinata di oggi le nostre squadre antincendio sono intervenute per un vasto incendio di sterpaglie, plastica e spazzatura. Le nostre squadre antincendio, dotate di tutti i DPI, in sinergia con le squadre dei Vigili del fuoco sono intervenute domando il vasto e procedendo alla successiva bonifica”.
Nella notte tra 11 e 12 settembre bruciò la catasta di pneumatici accumulata nel piazzale di un opificio nell’area di Battipaglia. Si è sprigionò una consistente colonna di fumo.

BOMBA
L’8 settembre 30mila battipagliesi, ossia gli abitanti nel raggio di 1600 metri dal ritrovamento di un grosso ordigno inesploso della seconda guerra mondiale, furono sfollati dalle autorità. Evacuata la ‘zona rossa’, fu possibile il disinnesco da parte degli artificieri del 21° Reggimento Guastatori dell’Esercito Italiano. L’ordigno inglese inesploso fu sganciato nel corso della controffensiva aerea contro i tedeschi. Per la prima volta, a seguito di una nuova normativa di sicurezza della Nato, al fine di operare su questo tipo di ordigno fu obbligatorio sfollare nel raggio di 1600 metri dalla bomba.