Tempo di lettura: 3 minuti

Salerno – “Stamattina primo passaggio dai Carabinieri, poi alla Sita, poi sono andata a scuola per vedere come stava mia figlia ed in questo momento mi sto recando presso BusItalia per chiedere maggiori controlli a bordo dei pullman”.

Sono le affermazioni di una delle madri delle studentesse “molestate da un uomo ed una donna, sul bus Sita delle ore 7.10”.

I fatti – Quel pullman trasporta gli studenti a Salerno. Dalla ricostruzione la dinamica appare chiara, precisa. Le ragazze sono salite a Bivio Pratole. Poco più avanti, a Pagliarone (”la fermata di fronte al benzinaio”) sono saliti, a bordo di un pullman già molto affollato, i molestatori.

La signora si è fatta raccontare l’accaduto dalla figlia e dalle altre ragazze coinvolte. Spiega: “Si tratta di una coppia di stranieri: l’uomo è di colore. I due erano visibilmente alterati, probabilmente a causa di alcool e stupefacenti. Dapprima si sono avvicinati alle nostre figlie, hanno iniziato a fissarle, a sfiorarle per poi fare espliciti e brutali riferimenti sessuali. È stato tremendo anche perché non c’era libertà di movimento. Le ragazze sono scese sconvolte. A metà mattina le loro voci era ancora tremanti”.

Rafforza la madre di un’altra delle liceali presenti sul bus: “Sto fuori scuola: ho appena parlato con mia figlia. Per fortuna tutto ok ma ci sono state ragazzine che si trovavano proprio a fianco e non riuscivano ad andare avanti perché la Sita era troppo piena”.

La notizia, sui gruppi-social dei genitori, è molto commentata: “Questa è una cosa inaudita: un genitore che manda un figlio a scuola con quale pensiero deve stare fin quando non torna a casa?”.

I genitori chiedono maggiori controlli sui bus.

 SITA – Appreso il fatto, il direttore SITA Simone Spinosa cede ad uno sfogo: “Ciò che è successo mi dà enormemente fastidio. Innanzitutto da padre esprimo la mia solidarietà alle ragazze ed alle loro famiglie. Il fatto, però, non mi sorprende. Non possiamo conoscere le intenzioni di chi sale a bordo e non di rado capitano episodi spiacevoli. Più a sud, verso Sicignano, spesso gli stranieri pretendono di salire con le bottiglie di alcool. Quando glielo impediamo, iniziano a lanciarle verso i mezzi. Un autista ha anche rischiato di perdere la vista”.

L’analisi è complessiva: “Dovrebbero intervenire le Forze dell’Ordine ma sono sotto organico. Quando, a fronte di un episodio illegale, l’autista ferma il bus e parte la chiamata a Polizia o Carabinieri, le attese sono anche molto lunghe. Con tutte le conseguenze del caso.

Allora è come se operassimo ‘al fronte’ in una terra di nessuno. La Napoli-Salerno insegna che con i verificatori a bordo, i malintenzionati non salgono. Ma gli agenti su ogni pullman rappresentano un costo insostenibile per la nostra azienda. Faticosamente si sta realizzando il progetto regionale delle telecamere a bordo ma siamo ancora lontani dall’entrata a regime di questo sistema di sicurezza. Il consiglio che allora mi sento di dare è di chiamare subito i numeri di emergenza”.   

Immagine generica di studenti in salita su un pullman.