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San Mango Piemonte (Sa) – Migliaia di persone hanno voluto rendere omaggio alla piccola Melissa, uccisa lunedì dal cedimento del cuore a 15 anni e 8 mesi mentre era in classe. Il Comune ha chiuso al traffico la strada principale che è diventata, per due ore, propaggine del già grande sagrato della chiesa Madre di Santa Maria. La bara di legno chiaro, portata a spalla, è stata accolta su uno stuolo di fiori dall’applauso di rabbia e dolore di chi faticherà, ora e sempre, ad accettare un destino tanto crudele.

Melissa è stata adagiata ai piedi dell’altare. Papà Vinicio non l’ha mai lasciata: ha accarezzato quella cassa di legno come se fosse carne, come se avesse le sembianze della figlia. “Adesso ci sono le lacrime, il sorriso verrà quando si spalancheranno, anche per noi, le porte del Paradiso”, ha detto nell’omelia Don Don Biagio Napolitano vicario Generale per l’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno (concelebranti Don Antonio Romano parroco di San Mango Piemonte; Don Luigi Pierri già parroco di San Mango Piemonte e Don Michele Alfano parroco di Rufoli). 

Maddalena, la madre di Melissa, gli è davanti. A lei si rivolge quando legge lo scritto di un’altra donna che, come lei, ha perso la sua giovanissima figlia: “Gesù, tu conosci questo dolore. Tua madre era lì, sotto la Croce…”. Immancabile, necessario il riferimento al dogma: “Melissa è stata offerta a Dio e sacrificata per il beneficio nel cammino spirituale di tutti quanti noi. Come Maria offrì Gesù, sulla Croce sacrificato per la redenzione dell’umanità. E’ questo un mistero inspiegabile. Dov’era Dio in quella classe, in quell’istante? Dio decide il tempo di ognuno di noi ed era lì ad accogliere Melissa nelle sue braccia ed a piangere”.

La benedizione prima dell’uscita del feretro. Lì, sul sagrato, un altro momento toccante: il fumogeno granata, i palloncini bianchi e granata con il suo volto, il canto della Salernitana poi l’inno della Juventus. “Melissa è qua e canta con gli ultrà”: si alza il coro. Che stavolta serve solo a strozzare il pianto.