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Salerno – Anche lui, solitamente riflessivo e compassato, alla fine ha ceduto all’entusiasmo. Ad otto giorni dalle elezioni, Vincenzo Napoli ha voluto trasformare i freddi numeri in un (necessario) bagno di folla che è anche dimostrazione di forza. Fatto di abbracci (stavolta non solo metaforici), espressioni, strette di mano e applausi. Tanti applausi.

Alla Stazione Marittima sabato mattina Enzo Luciano ha chiamato a raccolta coordinatori e candidati delle nove liste della coalizione: Progressisti per Salerno, Campania Libera, Persone e Comunità, Europa Verde, Popolari e Moderati, Salerno Con Voi, Salerno per i Giovani, Psi, Centro Democratico. Con loro il deputato Piero De Luca, i consiglieri regionali Andrea Volpe, Luca Cascone, Corrado Matera e Franco Picarone e i segretari provinciali dei partiti a sostegno. La location è diventata stretta. Tanto che la visita alla Piazza della Libertà è divenuta un’esigenza.

Napoli ha acquisito quel piglio e quell’autorevolezza che, forse, cinque anni fa gli sono mancati. Il suo messaggio è chiaro: Salerno inserita in uno sviluppo di area vasta che arrivi fino alla Piana (“la metropolitana raggiungerà l’aeroporto e poi Battipaglia”) e che si strutturi sulla diversificazione dei traffici del porto (“con Porta Ovest”), sul mantenimento dell’alta velocità a Salerno (“abbiamo battagliato con le Ferrovie grazie e a Piero De Luca”), sul ripascimento (“in inverno spiaggia fino alla foce dell’Irno, poi fino a Santa Teresa”). Opere che “determineranno l’incremento di posti di lavoro”.

Napoli dice: “Abbiamo creato l’identità. Il disegno di questo sviluppo ci fa essere fieri di Salerno, città che tra cinque anni sarà all’avanguardia. Non ci sentiamo inferiori a nessuno”. Lapidario sugli avversari politici: “È gente improvvisata. Non ci faccia perdere tempo”.