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La strada tra Santa Teresa e il fresco di un vicolo stretto e al buio che ristorava: “Nun dà rett, mangiammcquaccos”. Come radici piantate nella neve, a contatto con l’acqua che alimenta: antitesi di un fuoco sempre acceso della legna che arde. Il passato tra chi osserva il via-vai e si eclissa a scacchi rossi e bianchi come una tovaglia che ricordava quello strofinaccio di farina e impasti, di sugo e ghiacciaia. Il 25 maggio riapre “Il Vicolo della Neve” per restituire alla città e ai salernitani una (nuova) storia: tra le “desinenze” della parola Salerno, scorrono le immagini di una tradizione che affonda le radici nella cultura gastronomica tra San Matteo e Alfonso Gatto. Tra i profumi di un’epoca lontana, l’anima del Vicolo rivive nuovamente.

Volevamo dare nuova vita alla storia – evidenziano i soci che hanno rilevato e gestiranno il locale, Fiorenzo Benvenuto, Gerardo Ferrari e Marco Laudatoma soprattutto volevamo restituire ai salernitani radici e viscere che passano attraverso una cultura gastronomica che ricorda la semplicità delle mani delle nonne e di chi Salerno l’ha vissuta con sguardo attento e infinita saggezza. Il Vicolo è di tutti, è il filo rosso tra la città e chi la ama incondizionatamente. Vogliamo intraprendere un vero e proprio viaggio nel passato”.

L’inaugurazione (dalle ore 19) sarà preceduta da un incontro con la stampa sabato 25 maggio alle ore 11.30 presso i locali del ristorante alla presenza del sindaco di Salerno Vincenzo Napoli e i salernitani che racconteranno “Il Vicolo” tra gli ambienti restaurati che rivivono nuovamente.

Parteciperanno:

Alfonso Amendola – Professore di “Sociologia dei processi culturali” all’Università degli studi di Salerno

Massimo Cerulo – Professore di Sociologia all’Università Federico II di Napoli (autore di un libro su Alfonso Gatto)

Marco Russo – Presidente associazione “Tempi Moderni”

Yari Gugliucci – Regista e attore

Corrado De Rosa – Psichiatra e scrittore

Luciano Pignataro – Giornalista ed esperto di enogastronomia

Oreste Vitola, Matteo Masullo, Ciro Girardi – Musicisti

Ciro Caravano –  I Neri Per Caso

“Il vicolo aveva nel gancio l’insegna contrabbandiera del c’era una volta il lontano racconto del tempo che fu. Straniero, se passi a Salerno in una notte d’inverno di luna a mezzo febbraio, se vedi il bianco fornaio che batte le mani sul tondo di quella faccia cresciuta, ascolta venire dal fondo degli anni la voce perduta. L’odore di menta t’invita, la tavola bianca, la stanza confusa dall’abbondanza. In quell’odore di forno per qualche sera la vita si scalda con le sue mani e quegli accordi lontani del tempo che fu”. (Vicolo della Neve – Desinenze, Alfonso Gatto).