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Salerno – Oltre il risultato e con la consapevolezza che potrà giocarsela, la salvezza in questa Serie A. La Salernitana esce più forte nonostante la sconfitta.

Anche perché trova il suo pubblico, nuovamente eccezionale. Non solo la curva sud Siberiano che trascina squadra e stadio. Soprattutto gli innamorati di gran parte della Campania, delle regioni vicine e i salernitani che, nella Capitale o al nord, fanno proselitismo granata. Gli striscioni di sabato erano una chiara indicazione della origine geografica di alcuni, generalmente organizzati in gruppi, presenti all’Arechi.

Consolidato il rapporto con la provincia (da Baronissi a Mercato San Severino, da Sarno e Angri alla Costiera amalfitana, da Pontecagnano, i Picentini, Bellizzi e la piana del Sele fino al Vallo di Diano e tutto il Cilento con le sue mille articolazioni) c’erano, con drappelli e striscioni tifosi da Acerra, Ottaviano e Nola (Napoli), Roma, La Spezia e, in tribuna azzurra, un folto gruppo proveniente da Lagonegro (Potenza).

In epoca di paytv e di televisori smart, di interattività e di multimedialità togliere i tifosi dalla poltrona per portarli allo stadio è già un gran successo. Seppure orfano della curva nord e con capienza limitata alla metà l’Arechi, sabato, è stato uno spot per il calcio e per la serie A.