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Atena Lucana (Sa) – Sono in corso dalle prime ore di questa mattina, le operazioni di carotaggio da parte dei tecnici dell’Arpa Campania, sullo sversamento illecito di rifiuti chimici nei terreni del Vallo di Diano, in località Macchia di Atena Lucana.
Esami, chiesti dalla Procura della Repubblica di Potenza, a seguito dell’operazione “Shamar” coordinata dalla Dda di Potenza, e dalle indagini condotte dal Nucleo Investigativo dei carabinieri di Salerno e dai carabinieri della compagnia di Sala Consilina, che il mese scorso videro l’arresto di 7 persone, tutte residenti nel Vallo di Diano, accusati di associazione a delinquere finalizzata al traffico e allo sversamento illecito dei rifiuti e fanghi tossici nei terreni tra il Vallo di Diano (Polla, Sant’Arsenio e Atena Lucana) e la Basilicata.
Furono proprio i militari di Sala Consilina, nell’ottobre del 2019, a scoprire, a seguito dell’intercettazione di una conversazione telefonica tra un imprenditore valdianese ed un ex agente della polizia penitenziaria e autotrasportatore di Atena Lucana, di un presunto smaltimento illecito di rifiuti. Rifiuti chimici liquidi, classificati quali idrocarburi leggeri con pericolosità HP14-ecotossico, contenuti in 6 autobotti, che l’ex agente della penitenziaria, accettò di trasportare con il suo camion e che, credendo si trattasse di concime fertilizzante, riversò all’interno del terreno di sua proprietà sito a pochi metri da casa.
In quei giorni, gli stessi carabinieri sequestrarono 18mila litri di solventi chimici pronti ad essere sversati nei terreni adiacenti i corsi d’acqua nel Vallo di Diano.
Una vicenda che il mese scorso ha portato gli inquirenti ad effettuare sette arresti, grazie anche alla testimonianza, autoaccusatoria, iniziata durante le indagini, dall’ex agente della penitenziaria di Atena Lucana che, affiancato dal difensore di fiducia, l’avvocato Michele Cuozzo, agli inquirenti potentini, raccontò nei dettagli il modus operandi attraverso il quale l’organizzazione criminale agiva tra la Campania e la Basilicata, avvelenando i terreni e i corsi d’acqua con lo sversamento illecito di rifiuti chimici.
Saranno ora, le indagini chimiche condotte in queste ore, alla presenza dei carabinieri, con le operazioni di carotaggio dal perito nominato dalla Procura e dai consulenti di parte nominati dagli arrestati e dagli indagati, effettuati sui terreni valdianesi oggetto di sversamenti, a fare luce sulle conseguenze dello sversamento delle sostanze chimiche riversate nei terreni.