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Non c’è pace per l’ex Gs, ex Carrefour, oggi Rossotono. Lo storico supermercato di via Pietro Nenni oggi è in sciopero e probabilmente lo sarà anche sabato. La manifestazione è stata indetta dal sindacato Ugl che rappresenterebbe oltre il 90% dei 60 lavoratori  in servizio presso la struttura. La protesta è nata quale risposta ad una asserita vendita da parte dell’attuale proprietà Rossotono ad un altro marchio: secondo l’Ugl tale operazione si tradurrebbe nella cancellazione del contratto collettivo nazionale di lavoro e quindi nella conseguente perdita di diritti sindacali economici e di quanto altro riconosciuto dal contratto nazionale. Amara sorpresa stamattina per alcuni consumatori che, raggiunto il punto vendita di via Pietro Nenni si sono ritrovati davanti le porte chiuse ed una sfilata di bandiere Ugl.

Sul posto era presente il segretario provinciale Ugl Alessandro Romano, il quale ha illustrato i motivi della protesta: “Abbiamo un contratto Ccnl distribuzione e l’azienda che presumibilmente subentrerà sembra intenzionata ad applicare un contratto peggiorativo rispetto a quello attuale. Oltre a perdere la quattordicesima e le ferie, verranno a mancare molti diritti. Il chiacchiericcio con cui veniamo a sapere le cose non fa bene a noi lavoratori. Per garantire l’attuale contratto in essere, la continuità del servizio, l’assistenza ai clienti e la qualità sempre alta, abbiamo aderito ad una giornata di sciopero”. Romano ha quindi aggiunto: “Le ragioni della nostra protesta sono cautelative. Vogliamo che siano preservati i diritti e i privilegi guadagnati negli anni. Se non verrà confermata l’attuale tipologia contrattuale perderemmo tutti questi diritti”. Il segretario, in conclusione, ha spiegato: “Abbiamo chiesto un incontro con l’azienda. Loro hanno controreplicato con una lettera sulla piattaforma aziendale affermando che questo sciopero non era contemplato”.