Tempo di lettura: 3 minuti

Benevento – Un big per chiudere la campagna elettorale prima del voto del 4 marzo. Liberi e Uguali nel Sannio accoglie così l’ex Governatore della Puglia, Nichi Vendola, nella Sala Vergineo del Museo del Sannio per riportare il discorso politico su terreni meno urlati e più ragionati. E’ proprio il tema del rimettere al centro del dibattito politico i saperi, le idee e la cultura a caratterizzare l’intervento di Vendola: “La politica ha il compito di immettere pensiero complesso nella società e non superficiale. Durante questa campagna elettorale la cultura è diventata orpello; ciò che conta è la battuta, la promessa ad effetto e il saper bucare lo schermo. C’è un imbarbarimento generale che accentua i conflitti, le diseguaglianze, il malessere sociale e la guerra tra i poveri. Liberi e uguali è un neonato – conclude Vendolae tuttavia è portatore di una questione molto antica, quella dell’ingiustizia sociale, delle diseguaglianze e cioè di quel terreno che non viene più arato dalla politica; di quella questione che è stata cancellata da una campagna elettorale che sembra la Corrida di Corrado. Raffreddiamo il cervello e rimettiamo al primo posto il lavoro come fondamento delle libertà, lottando contro la precarizzazione generalizzata che insieme al razzismo e all’odio entra nella vita quotidiana generando rancore verso l’altro”.

Vendola sceglie, dunque, le questioni lavoro e cultura toccando poi il mondo della scuola: “la cosiddetta Buona Scuola accentua le diseguaglianze, le differenze e la competizione poggiando sulla cultura aziendalista. La scuola invece – prosegue Vendola – deve essere luogo di crescita dei saperi e di una cultura vasta, generale e aperta al mondo. Solo così i ragazzi saranno pronti ad affrontare le sempre più difficili sfide di un mercato del lavoro e di una società sempre più frammentata.”

E ancora, la questione fiscale: “Dovrebbe essere al centro delle politiche di eguaglianza e invece viene ridotta a barzelletta; le solite ricette miracolistiche di Berlusconi che nascondono il tema vero: proteggere la ricchezza e mettere sulle spalle del lavoro dipendente e dei pensionati il peso del carico fiscale del Paese. L’idea per noi è che contro la crisi bisogna dare ossigeno alle famiglie che sono andate in apnea, investendo sulla manutenzione del territorio, sulla scuola e l’università”.

Infine una stoccata ai grillini colpevoli, secondo Vendola, di aver indicato come futuro Ministro dell’Istruzione un dirigente scolastico sostenitore della Buona Scuola che oggi, par, abbia miracolosamente cambiato idea: “Come sapete bene sulla via di Damasco e sulla via dei palazzi del potere molti restano folgorati”.

Sulle folgorazioni interne a Liberi e Uguali, soprattutto in riferimento a chi tra i candidati del partito di Grasso ha votato, nella passata legislatura, il Jobs Act, risponde: “Credo che la sofferenza del PD sia stata lunga e  diciamo anche molto dolorosa fino a che non si è considerato non più riformabile quel partito e quindi – conclude  Vendola – quelli che finalmente sono usciti sono coloro che ci possono dare una mano il campo largo, plurale e popolare e innovativo della sinistra. C’è chi fa politica con i risentimenti, io penso che bisogna farlo con i sentimenti”.

Nel video, l’intervista completa a Nichi Vendola