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Ci vorranno ancora altri cinque giorni per sapere se per la frana del 2022 di Casamicciola, in cui persero la vita 12 persone, si procederà contro eventuali responsabili.
È l’esito dell’udienza tenutasi stamattina presso il Tribunale di Napoli in relazione alla richiesta di archiviazione, avanzata dalla Procura napoletana, della denuncia contro ignoti per disastro ed omicidio colposo.
Il giudice per le indagini preliminari Nicola Morrone ha così deciso dopo aver ascoltato le ragioni del pm Canale e quello dei legali delle parti offese, tra cui i familiari delle vittime, il comune di Casamicciola Terme, il Codacons e la Sigea (la Società Italiana di Geologia Ambientale) ai quali, lo scorso primo luglio, venne notificata la richiesta di archiviazione avanzato dallo stesso Mario Canale e dall’altro sostituto procuratore Stella Castaldo.
Per i due giudici in sostanza la morte dei dodici abitanti del Celario, la zona in cui il fiume di fango e detriti staccatosi dalla cima del monte Epomeo la notte del 26 novembre di tre anni si riversò devastandola e distruggendo diverse abitazioni, è senza colpevoli, causato da un evento meteo eccezionale ed imprevedibile.
Di tutt’altro avviso l’opinione espressa stamane dagli avvocati delle parti offese; per gli avvocati Stilla, Di Meglio, Palomba che rappresentano alcune delle vittime, la richiesta di archiviazione è carente perché non considera il quadro normativo e tecnico post-sisma 2017, in particolare il Decreto Genova e gli studi di microzonazione sismica di terzo livello consegnati nel 2019, che già evidenziavano l’instabilità del versante del Celario e la presenza di un corpo di frana attivo.
Tali studi – validati da Protezione Civile, Regione e Struttura Commissariale – non sono stati acquisiti né valutati dagli inquirenti.
La relazione preliminare regionale del 2021 confermava un’altissima pericolosità idrogeologica e indicava l’area come “prioritaria per la messa in sicurezza”. La bozza del Piano di Ricostruzione 2022 non prevedeva la delocalizzazione delle abitazioni poi travolte, nonostante fossero collocate nell’alveo. Il Piano definitivo 2024-2025 impone oggi la delocalizzazione obbligatoria di tutta la zona, confermando che il rischio per la zona devastata era quindi noto e ignorato.
Per Alfredo Sorge, legale del comune di Casamicciola, sono stati opposti numerosi argomenti alla richiesta di archiviazione tra cui la violazione delle regole di cautela e l’aggiornamento dei piani di emergenza e di protezione civile così come è sorprendente che il pubblico ministero non abbia ancora richiesto l’iscrizione di nessuna delle persone, a vario titolo coinvolte nella vicenda, nel registro degli indagati.
In aula erano presenti anche alcuni parenti delle vittime e l’assessore Annalisa Iaccarino, in rappresentanza del comune di Casamicciola Terme.