La logistica di ultimo miglio, nota anche come logistica last mile, rappresenta una delle branche più dinamiche del settore, complice il ruolo cruciale che la caratterizza all’interno del processo complessivo. Si interessa infatti del percorso che una certa merce compie per raggiungere un cliente finale.
Al centro c’è la gestione prima di tutto della flotta, e dunque dei mezzi e di chi li manovra. In un panorama come quello italiano, dove il trasporto su strada gioca un ruolo prioritario per la stessa conformazione del territorio, la maggior parte dei servizi della logistica last mile passa dal connubio tra furgoni e autisti.
Il meccanismo che vi sta dietro è alquanto complesso, risultando a tutti gli effetti un gioco delicatissimo di incastri. La digitalizzazione sta offrendo un supporto importante a vari livelli, rivelandosi preziosa per tutte le figure coinvolte, in particolare per i fleet manager: professionisti che fungono da responsabili della flotta, svolgendo funzioni di coordinamento e ottimizzazione.
In questo scenario essere competitivi non è semplice: vale per le agenzie di espressi, i trasportatori e qualsiasi azienda presenti al suo interno minimo 3-5 furgoni per la propria operatività. Vediamo dunque come affrontare le sfide del settore con la necessaria flessibilità e precisione, alla luce delle dinamiche della digital revolution.
Gestire una flotta in modo intelligente: i plus della localizzazione per furgoni
Nel lavoro quotidiano di corrieri, trasportatori e aziende che operano sul territorio, la capacità di coordinare i mezzi è uno degli elementi che più incidono sulla redditività. Organizzare i percorsi, assegnare le consegne, evitare ritardi e limitare gli sprechi è un equilibrio che, specie nell’ultimo miglio, può saltare facilmente: basta un imprevisto o una scelta sbagliata.
È qui che entra in gioco la telematica, oggi alla base delle soluzioni più diffuse per monitorare mezzi, percorsi, soste e tempi di guida. Tra gli strumenti più innovativi spiccano quelli di localizzazione furgoni, che vanno ben oltre un semplice modulo GPS. Permettono infatti alle imprese di sapere in tempo reale dove si trova ogni veicolo, come viene utilizzato e quando è necessario procedere a un intervento immediato.
Quali sono i vantaggi
Le soluzioni più innovative di localizzazione per furgoni assicurano diversi benefici, in particolare:
- miglioramento dell’efficienza della flotta, grazie a un’ottimizzazione dei percorsi come dei tempi di inattività;
- maggiore sicurezza, complice il fatto che i localizzatori fungono da deterrente contro possibili furti;
- maggiore produttività degli autisti, che sono più monitorati;
- maggiore trasparenza nel servizio di consegna, grazie alla possibilità di offrire aggiornamenti più precisi;
- riduzione di tempistiche, sprechi di carburante e costi.
Si assiste inoltre a un miglioramento nel processo di decision making, grazie a un approccio data driven, essenziale per figure come i fleet manager.
Uno sguardo più ampio sulla competitività dell’ultimo miglio
La gestione della flotta è solo un tassello fondamentale nell’efficienza dell’ultimo miglio, ma non l’unico. Per affrontare le sfide attuali c’è bisogno di una vision di ampio respiro, con al centro infrastrutture integrate, spiccate competenze digitali e un’organizzazione in grado di sostenere ritmi di consegna sempre più serrati.
A confermarlo è anche quanto emerso in occasione di LTS Expo, il Salone della Logistica che guarda al Mezzogiorno e alla Campania, andato in scena lo scorso giugno: un’occasione in cui si è evidenziato quanto innovazione, formazione e investimenti siano diventati un tema centrale per tutto il comparto.
In altre parole, per essere davvero competitivi nella logistica last mile è necessario costruire un ecosistema efficiente, solo così sarà possibile rispondere a un mercato tanto esigente. E la digitalizzazione svolge un ruolo sempre più cruciale.




















