Lungo weekend di lavoro per l’Avellino, atteso lunedì alle 15 dal confronto con il Venezia al Partenio-Lombardi. Non solo campo: questi giorni hanno segnato anche la fine della frattura interna che aveva tenuto banco nelle ultime settimane. La società ha rimesso le carte in ordine e, di fatto, ha chiuso il caso legato agli esclusi eccellenti.
La vittoria di Bolzano ha restituito entusiasmo e ha creato il clima giusto per il chiarimento. La visita all’impianto di Contrada Zoccolari di Giovanni D’Agostino e Mario Aiello è stata il passaggio chiave: confronto diretto con lo staff tecnico e con i protagonisti della vicenda, disponibilità da entrambe le parti e decisione condivisa di rimettere tutti sullo stesso binario. Michele Rigione, Andrea Cagnano e Claudio Manzi tornano così a disposizione di Raffaele Biancolino dopo settimane passate ai margini, simbolo di una “guerra fredda” che ora appartiene al passato.
Il rientro nel gruppo dei tre difensori non stravolge però le gerarchie immediate. Contro il Venezia, il tecnico è orientato a confermare in blocco l’undici che ha sbancato il Druso. Si ripartirà dal 3-4-1-2 con Daffara tra i pali e la linea arretrata composta da Enrici, Simic e Fontanarosa, reparto che ha offerto solidità e personalità nella gara con il Sudtirol. Per Rigione e Manzi si profila un rientro graduale, con minuti da gestire più avanti, quando condizione e necessità lo permetteranno.
Sugli esterni, Missori resta una certezza a destra, mentre a sinistra continua il ballottaggio. Il ritorno di Cagnano tra i convocati rappresenta un’opzione in più, ma al momento Cancellotti è in vantaggio per la maglia da titolare. Resta sullo sfondo anche l’idea Russo a tutta fascia, soluzione che Biancolino aveva preparato per la sfida con l’Empoli prima che l’infortunio all’anca – nello scontro con Elia – lo costringesse al forfait dopo appena dieci minuti. Il suo pieno recupero potrebbe restituire al tecnico un jolly prezioso per letture tattiche diverse a gara in corso.
A centrocampo le scelte sembrano tracciate: Kumi, Palmiero e Sounas comporranno la cerniera in mediana, con Palumbo alle spalle della coppia d’attacco Tutino–Biasci. Un’ossatura chiara, alla quale ora si aggiunge una panchina più lunga e competitiva proprio grazie al reintegro degli ex epurati.
L’Avellino arriva così alla sfida con il Venezia con due certezze: una base tattica definita e uno spogliatoio ricomposto. Il resto lo dovrà dire il campo, ma per una volta la notizia più importante è che, almeno dentro il gruppo, la tempesta sembra davvero alle spalle.

















