Due “zone rosse” sono state istituite dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che, presieduto dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, si è tenuto nel pomeriggio di oggi. La prima “zona rossa” sarà attiva nel quartiere napoletano di Chiaia mentre la seconda a Torre Annunziata. Al comitato era presente anche il sindaco del comune oplontino. Nel corso del comitato si è fatto il punto della situazione anche per i comuni di Afragola e di Arzano (presente il sindaco Aruta). Per questi due comuni dell’area nord di Napoli sono stati decisi specifici servizi di controllo. Un particolare focus sulla situazione nel territorio della IX municipalità di Napoli. E’ stato fatto anche il punto della situazione su piazza Garibaldi, a Napoli. Controlli intensificati, infine, anche per piazza Carolina e piazza del Plebiscito, dove già da settimane è stato innalzato il livello di attenzione.
Dall’incontro di oggi in Prefettura tra le istituzioni e i cittadini sui lavori per l’America’s Cup “è emersa la necessità di incontri tra i comitati e la struttura commissariale perché molti hanno da ridire sulla mancata informazione e quindi ho proposto che si organizzi un tavolo di osservazione in Prefettura, ci incontreremo tra un mese e la struttura fornirà le informazioni per i vari comitati, per i singoli elementi approfonditi”. Lo ha detto il prefetto di Napoli Michele di Bari al termine della lunga riunione cui non hanno partecipato i “Rete No America’s Cup”. “Oggi c’erano alcune persone che hanno partecipato alla manifestazione che c’è stata sabato, pacifica, e ringrazio chi l’ha organizzata. Poi c’è quella scritta su Manfredi che è da condannare e esprimo vicinanza al sindaco”, ha ribadito di Bari.
“C’erano molti comitati oggi – ha spiegato il prefetto – che hanno accolto la proposta di incontro, spero che altri comitati che non c’erano oggi potremo incontrarli presto. Tra un mese ci sarà comunque un nuovo incontro e spero che anche chi non è venuto oggi ci sarà. Oggi abbiamo posto tre passi su cui lavorare in piena trasparenza: si parte dalla salute pubblica, poi il trasporto dei materiali e il terzo su ciò che accadrà nel futuro a Bagnoli. Passo dopo passo accompagneremo questo percorso di intesa e partecipazione civica e i partecipanti di oggi erano d’accordo”.
Sulla sospensione del lavoro chiesta dai bagnolesi nella manifestazione di sabato, il prefetto ha spiegato che “è una richiesta molto complessa perché lì ci sono dei contratti di lavori sottoscritti, che prevedono anche eventuali danni da pagare, non è semplice. Comunque con tutti, anche chi non ha partecipato oggi, penso che possiamo incontrarci quanto prima per approfondire i temi su cui questi comitati possano vedere quanto migliora tutto il progetto anche sul tema dell’informazione”.
“C’erano molti comitati oggi – ha spiegato il prefetto – che hanno accolto la proposta di incontro, spero che altri comitati che non c’erano oggi potremo incontrarli presto. Tra un mese ci sarà comunque un nuovo incontro e spero che anche chi non è venuto oggi ci sarà. Oggi abbiamo posto tre passi su cui lavorare in piena trasparenza: si parte dalla salute pubblica, poi il trasporto dei materiali e il terzo su ciò che accadrà nel futuro a Bagnoli. Passo dopo passo accompagneremo questo percorso di intesa e partecipazione civica e i partecipanti di oggi erano d’accordo”.
Sulla sospensione del lavoro chiesta dai bagnolesi nella manifestazione di sabato, il prefetto ha spiegato che “è una richiesta molto complessa perché lì ci sono dei contratti di lavori sottoscritti, che prevedono anche eventuali danni da pagare, non è semplice. Comunque con tutti, anche chi non ha partecipato oggi, penso che possiamo incontrarci quanto prima per approfondire i temi su cui questi comitati possano vedere quanto migliora tutto il progetto anche sul tema dell’informazione”.
“L’ipotesi della sospensione dei lavori a Bagnoli è tecnicamente impossibile perché ci sono delle scadenze a livello internazionale riguardanti la consegna dei cantieri della Coppa America e non possiamo andare oltre i termini che sono stati prestabiliti”. Lo ha detto Diomede Falconio, sub commissario per il sito Bagnoli-Coroglio, al termine della riunione in prefettura con i cittadini che protestano per le conseguenze degli interventi in vista dell’America’s Cup, tra cui il passaggio notturno di decine di camion.
“Siamo già – ha detto Falconio – a turni di lavoro che prevedono anche il sabato e la domenica per rispettare i tempi dei lavori e alcune prestazioni notturne, quindi sospendere i lavori porterebbe a ritardare e incorrere in una serie di penali oltre che in disagi nell’organizzazione dell’evento, che invece deve essere garantita. Per quanto riguarda invece le polveri sottili a Bagnoli è stata fatta una grancassa su dei dati parziali che non sono validati nel periodo su cui bisogna testare questo cosiddetto inquinamento da polveri sottili. C’è stata una perturbazione subsahariana negli ultimi giorni della settimana, intanto, che ha provocato in tutto il meridione d’Italia l’aumento di polveri sottili e comunque a Bagnoli non si è registrato un livello di guardia superiore a quello di altre parti monitorate della stessa città di Napoli, come il Museo. Anzi eravamo al di sotto delle centraline del Museo”.
“Siamo già – ha detto Falconio – a turni di lavoro che prevedono anche il sabato e la domenica per rispettare i tempi dei lavori e alcune prestazioni notturne, quindi sospendere i lavori porterebbe a ritardare e incorrere in una serie di penali oltre che in disagi nell’organizzazione dell’evento, che invece deve essere garantita. Per quanto riguarda invece le polveri sottili a Bagnoli è stata fatta una grancassa su dei dati parziali che non sono validati nel periodo su cui bisogna testare questo cosiddetto inquinamento da polveri sottili. C’è stata una perturbazione subsahariana negli ultimi giorni della settimana, intanto, che ha provocato in tutto il meridione d’Italia l’aumento di polveri sottili e comunque a Bagnoli non si è registrato un livello di guardia superiore a quello di altre parti monitorate della stessa città di Napoli, come il Museo. Anzi eravamo al di sotto delle centraline del Museo”.




















