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Un incontro “ad horas” prima della Conferenza dei Servizi del 18 febbraio 2026. È la richiesta formale avanzata dall’Associazione Salute e Vita e da Medicina Democratica in merito alla vicenda delle Fonderie Pisano, al centro del riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.).

Le due associazioni, da anni impegnate nella tutela del diritto alla salute nella Valle dell’Irno, sollecitano un confronto urgente con il Comune di Salerno affinché l’ente possa partecipare in maniera compiuta al tavolo istituzionale convocato per il riesame dell’A.I.A. e, in quella sede, esprimere un parere contrario al rilascio dell’autorizzazione, sia per motivi urbanistici sia per ragioni ambientali e sanitarie.

La vicenda riguarda l’emergenza ambientale e sanitaria che insiste nell’area di Fratte, in via dei Greci, dove ha sede lo stabilimento delle Fonderie Pisano. Secondo quanto evidenziato dalle associazioni, il Sindaco di Salerno, in qualità di autorità sanitaria locale, riveste un ruolo centrale nella tutela della salute pubblica.

Nel documento si richiama inoltre la sentenza del 6 maggio 2025 con cui la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per la violazione dell’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (caso L.F. e altri contro Italia, ricorso n. 52854/18), stabilendo che le autorità nazionali non avrebbero protetto adeguatamente i residenti dei comuni di Salerno, Pellezzano e Baronissi dall’inquinamento prodotto dallo stabilimento.

“Ritenuta la gravità della situazione – scrivono Lorenzo Forte per il Comitato Salute e Vita e Paolo Fierro per Medicina Democratica – attendiamo fiduciosi un riscontro positivo, data l’importanza e l’urgenza della questione sanitaria”.

La Conferenza dei Servizi del 18 febbraio rappresenta ora un passaggio decisivo per il futuro dell’opificio e per le istanze dei cittadini che chiedono da tempo una soluzione definitiva alla vicenda.