Tempo di lettura: 3 minuti
Sono già oltre un centinaio le guide turistiche operanti negli scavi di Pompei, che si trovano nella zona di piazza Esedra, dove dalle 11 alle 13 è in programma un presidio di protesta dopo la decisione della direzione del parco archeologico di eliminare la postazione interna riservata proprio agli operatori specializzati. Diversi i cartellini presenti, tra i quali campeggia anche uno striscione con scritto “Giù le mani dalle guide”.
A poca distanza una copia di un manifesto funebre che annuncia la morte delle “postazioni delle guide turistiche da generazioni al servizio dei visitatori”: a darne l’annuncio, è scritto ironicamente, “il soprintendente di Pompei”. E ancora: “Il funerale è stato celebrato in forma privata e dopo le esequie le guide sono state accompagnate all’uscita. Si dispensa da ogni concertazione”.
 
Le guide turistiche operanti in Campania non ne possono più dei soprusi diventati ormai un leit motiv da parte della Sovrintendenza di Pompei. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’allontanamento delle guide dal presidio di Pompei in modo inaspettato e sicuramente non molto piacevole visto che soli due giorni prima del Santo Natale la notizia è trapelata in modo ufficioso e senza neanche avere avuto la decenza di convocare i responsabili di categoria che sono sempre stati attenti alle problematiche del parco archeologico, offrendo il loro spontaneo contributo alla soluzione degli stessi”. Lo dice Giovanni Tramparulo sindacalista Confsal. “Prova ne è – aggiunge – il posizionamento di tre metal detectors all’entrata di Porta Marina Inferiore, cosa suggerita dai responsabili di categoria per evitare lunghe ed inutili attese da parte dei turisti. La motivazione della chiusura del presidio di Pompei fornita dal direttore, tramite mass media, é stata quella del comportamento scorretto di alcune guide turistiche. Concetto alquanto labile in quanto in Campania operano oltre 2000 professionisti nel comparto delle guide turistiche e non si può addossare la colpa di un esiguo numero ad un’intera categoria. La realtà, ben diversa, è legata all’internalizzazione dei servizi di guida turistica solo per “fare cassa”. Per finire si vuole portare a conoscenza di tutti che il parco archeologico di Pompei è patrimonio Unesco ed un singolo non può gestirlo come se fosse un museo privato dove le guide giornalmente, senza nessun altro scopo che la salvaguardia del sito, si adoperano per fornire servizi atti alla salvaguardia del sito in modo spontaneo e non remunerato”, conclude Tramparulo. 
 
Whait is it about?“. Hannah viene dalla Germania e approfittando della giornata di sole ha scelto un abbigliamento leggero ma con un cappotto bianco. È una dei tanti turisti presenti oggi a Pompei per visitare gli scavi.
Si appresta a varcare l’uscio d’ingresso di piazza Esedra quando viene attirata dai cartelli e dalle persone concentrate poco più in là. Con un inglese un po’ timido chiede cosa sta succedendo. Apprende da uno dei manifestanti che è in corso un presidio di protesta delle guide turistiche che si sono viste cancellate la loro postazione all’interno degli scavi. Va via mentre qualcuno le chiede se è alla prima visita. La risposta è affermativa ma fa capire che la protesta non cambia i programmi di giornata.
È la fotografia della mattinata a piazza Esedra: da un lato striscioni e una cassa per amplificare le parole dei responsabili delle guide (diverse centinaia quelle presenti), dall’altro i turisti che entrano senza apparenti problemi nel sito archeologico. Attorno forze dell’ordine che verificano che tutto si svolga nei canoni della correttezza.
Passano altri visitatori, stranieri ma anche diversi italiani. In molti chiedono, la protesta incuriosisce ma non infastidisce. L’interesse delle parti è diametralmente opposta. E a tutti va bene così.