Si vota oggi, 28 febbraio, per il rinnovo del Consiglio Provinciale di Benevento. Nella “Sala Angelo Mario Biscardi” in Largo Carducci, al piano terra della palazzina che ospita gli Uffici Tecnici e Amministrativi della Provincia, di fronte alla Chiesa di San Gennaro, si sono concluse le operazioni preliminari. Tutto pronto per consentire il voto ai 934 elettori aventi diritto: amministratori, sindaci e consiglieri comunali in carica nei 78 Comuni sanniti.
Seggi aperti dalle 8.00 alle 20.00. Subito dopo, lo spoglio.In palio ci sono dieci seggi in Consiglio Provinciale. Ma sarebbe ingenuo fermarsi qui. In gioco c’è l’equilibrio complessivo della politica sannita. Assetti. Leadership. Prospettive future.
Le sfide sono tante. Clemente Mastella gioca una partita a sé. Due liste, un progetto chiaro, proiezione verso cinque seggi. Una macchina organizzativa rodata che punta a confermare centralità e peso specifico.
Nel Partito Democratico, invece, la frattura è diventata sistema. La spaccatura seguita alle dinamiche congressuali ha favorito la nascita della lista “Sannio Bene Comune”. Dentro ci sono i sindaci dissidenti Giuseppe Addabbo, Angelo Marino e Antonio Iavarone, insieme a pezzi di AVS e Avanti-PSI. Una costruzione politica che nasce dalla rottura e punta a capitalizzarla.
Proprio nell’area socialista si registra la situazione più complessa. Il PSI ha candidato Stefano Avitabile, ma le manovre non mancano. Pare che Luigi Diego Perifano stia lavorando sottotraccia per convogliare consensi su Antonio Iavarone, con la prospettiva di un’adesione al partito all’indomani dell’eventuale elezione. Dato che se dovesse essere confermato dalle urne, aprirebbe una riflessione anche interna al PSI.
Partita nella partita anche nel centrodestra. La Lega ha scelto di correre con una lista autonoma, incrinando l’idea di compattezza della coalizione. Un rischio calcolato. O forse no.
E non è tutto. In Forza Italia serpeggia malumore. Gerardo Giorgione, consigliere comunale a Benevento, dopo anni di candidature mancate e scelte subite, potrebbe decidere di non votare il partito. Il suo è un voto ponderato. Pesa. E potrebbe mandare un segnale politico netto, mettendo in discussione le certezze della lista Forza Italia – Fratelli d’Italia.
Dieci seggi. Sulla carta. In realtà, un test generale sugli equilibri del Sannio.



















