L’Irpinia perde una delle sue voci più riconoscibili e autentiche. Si è spento Orlando Marano, storico componente dei Pratola Folk, gruppo che per oltre mezzo secolo ha raccontato in musica la storia, le tradizioni e le contraddizioni di un territorio intero.
La sua scomparsa arriva in un momento particolarmente simbolico: proprio di recente il gruppo aveva celebrato i cinquant’anni di attività, un traguardo che rappresenta molto più di una semplice ricorrenza artistica. Mezzo secolo di ricerca musicale, di studio delle radici popolari e di narrazione di una comunità attraverso il linguaggio del folk. Marano non è stato soltanto un musicista. Per molti è stato un cantastorie contemporaneo, capace di trasformare in canzoni le tensioni sociali, le difficoltà quotidiane e le dinamiche politiche che attraversavano la società irpina. I suoi testi non inseguivano la facilità o la retorica: cercavano piuttosto parole dirette, sincere, capaci di provocare riflessione.
”Il nostro cuore oggi è pieno di tristezza ,questa mattina Orlando ci ha lasciato ma i ricordi rimarranno indelebili insieme a tutti coloro che negli anni hanno fatto parte di questa grande famiglia dei Pratola Folk. Ciao Orlando”. Questo il messaggio social del gruppo Pratola Folk pubblicato nelle scorse ore.
La musica, per lui, era uno strumento civile prima ancora che artistico. Nei brani dei Pratola Folk trovavano spazio temi scomodi, domande aperte, inviti alla partecipazione. Era il modo con cui Marano cercava di scuotere le coscienze, rifiutando l’indifferenza e l’abitudine al silenzio. Chi lo ha conosciuto lo ricorda come una persona dal carattere forte, schietta nelle opinioni e poco incline ai compromessi. Sul palco, come nella vita, non amava le mezze misure: la sua voce era diretta, spesso ruvida, sempre autentica.
Eppure, dietro quella fermezza, molti raccontano di un uomo profondamente umano. Un carattere deciso, sì, ma accompagnato da una sensibilità che lo rendeva vicino alle persone e alla sua terra. Con la scomparsa di Orlando Marano se ne va un pezzo di memoria musicale dell’Irpinia, uno di quegli artisti che non si limitano a fare musica, ma contribuiscono a custodire l’identità di una comunità.
La sua voce, però, continuerà a vivere nelle canzoni e nelle storie che per anni ha raccontato, lasciando un patrimonio culturale che resterà nel tempo.
















