Centinaia di abitanti di Bagnoli e della città si sono ritrovati per partecipare al Consiglio comunale monotematico dedicato al futuro del quartiere. Una presenza massiccia, organizzata per rivendicare il diritto a intervenire su scelte considerate decisive per il territorio. Ma secondo quanto denunciato dai manifestanti, quella che era stata presentata come un’occasione di confronto si sarebbe trasformata in una riunione ristretta, con accessi contingentati e un dispositivo di sicurezza imponente.
Le strade di accesso alla Municipalità sono state transennate e presidiate dalle forze dell’ordine. Camionette disposte di traverso, controlli agli ingressi e pattugliamenti in tutta l’area hanno impedito ai manifestanti di avvicinarsi liberamente alla sede del Consiglio. Una situazione che ha generato tensione crescente nel corso della mattinata.
Il corteo, composto – secondo gli organizzatori – da residenti, lavoratori e famiglie del quartiere, ha raggiunto i pressi della Municipalità ma è stato fermato dagli agenti. Nei momenti più concitati si sarebbero verificati spintoni e contatti fisici. Alcuni manifestanti riferiscono di essere stati respinti con forza; un uomo è stato fermato e condotto in Questura. Diversi residenti parlano di persone rimaste ferite durante le fasi di contenimento.
Al centro della polemica anche le notizie circolate su presunti agenti feriti. I manifestanti respingono con decisione questa versione, sostenendo che non vi sarebbero stati scontri tali da provocare lesioni alle forze dell’ordine e parlano di “ricostruzioni non corrispondenti ai fatti”. Dal fronte opposto, fonti istituzionali evidenziano invece la necessità di garantire l’ordine pubblico durante una seduta considerata delicata.
Il clima resta teso. Gli abitanti ribadiscono che nessun piano di trasformazione potrà essere attuato senza un confronto reale con il territorio e annunciano che la mobilitazione proseguirà. Sullo sfondo rimane il nodo del futuro di Bagnoli, tra richieste di partecipazione, timori ambientali e uno scontro politico che appare tutt’altro che chiuso.



















