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Restano confermati gli arresti domiciliari per il 40enne bloccato  dagli agenti della Polizia di Stato ad Avellino mentre si era recato sotto casa dell’ex dopo averla minacciata al telefono di ucciderla.

 Il giudice monocratico del Tribunale di Tribunale di Avellino ha convalidato l’arresto eseguito dalle Volanti della Questura di Avellino e ha disposto la misura cautelare richiesta dal pubblico ministero della Procura della Repubblica di Avellino.

L’uomo è comparso nella tarda mattinata davanti al giudice per il processo per direttissima con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Era stato fermato mentre si dirigeva verso l’abitazione della sua ex compagna, che in precedenza aveva minacciato con la frase “ti squarto”. Al momento del controllo, gli agenti hanno trovato nel suo giubbotto un coltello con una lama lunga 33 centimetri.

Nonostante fosse già sottoposto al divieto di avvicinamento alla donna con l’obbligo del braccialetto elettronico, il quarantenne si stava dirigendo proprio verso la casa della vittima. È stato il sistema di monitoraggio del dispositivo a consentire alla polizia di intervenire tempestivamente e bloccarlo prima che potesse raggiungerla.

Durante il fermo, l’uomo avrebbe opposto resistenza agli agenti, arrivando a colpirli con calci e a danneggiare la volante della polizia prima di essere definitivamente immobilizzato.

Nel corso dell’udienza, l’indagato — difeso dall’avvocato Angelo Polcaro — ha fornito la propria versione dei fatti. Oltre alla resistenza a pubblico ufficiale, nei suoi confronti potrebbero essere contestati anche i reati di stalking e porto di arma bianca, sui quali la Procura potrebbe procedere con un fascicolo separato.

Per l’accusa di resistenza il giudice ha convalidato l’arresto. Accogliendo la richiesta dei termini a difesa presentata dall’avvocato Polcaro, è stata fissata una nuova udienza per il prossimo 10 aprile. La difesa starebbe inoltre valutando di impugnare la misura cautelare davanti al Tribunale del Riesame.

Nel frattempo l’uomo resta agli arresti domiciliari. L’intervento della polizia ha evitato una possibile aggressione, circostanza sottolineata anche dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che sui social ha parlato di “tragedia sfiorata”, evidenziando l’importanza del monitoraggio in tempo reale del braccialetto elettronico nel prevenire possibili episodi di violenza.