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All’indomani della Pasquetta, i gestori del Parco De Mita hanno convocato una conferenza stampa per fare il punto sulla vicenda che, negli ultimi giorni, ha acceso polemiche e contestazioni attorno all’area verde tra le rive del Sabato e piazzale Catullo. Al centro dell’incontro, il mancato svolgimento di “PasquettaLand 2026”, l’evento inizialmente programmato con musica e dj set, poi annullato a causa di presunte criticità organizzative e legate alla sicurezza.

Nonostante lo stop alla manifestazione a pagamento, il parco è stato comunque aperto gratuitamente e, secondo quanto riferito dai gestori, avrebbe accolto oltre 8mila persone nel corso della giornata. Tutti rimborsati, inoltre, i circa 1900 biglietti già venduti per l’evento poi cancellato.

A parlare con la stampa è stato Alessandro Pepe, referente di Libertas e uno dei gestori del parco, in assenza, giustificata, di Vincenzo Saccone. Il suo intervento è stato soprattutto un duro affondo nei confronti del Comune di Benevento. Secondo Pepe, “a Palazzo Mosti ci sarebbe grande confusione sul piano amministrativo e gli uffici competenti non dialogherebbero tra loro, generando una situazione di incertezza che si trascina da mesi.” Un caos che – a suo dire – “avrebbe finito per compromettere la programmazione e l’organizzazione delle attività”.

Pepe ha riconosciuto il lavoro svolto da Perlingieri e Moretti, ma ha chiesto ora un cambio di passo e soprattutto atti concreti. Il nodo centrale resta infatti la mancata firma della convenzione di affidamento, documento che i gestori attendono da tempo dopo aver ottenuto il servizio attraverso una procedura ad evidenza pubblica. Proprio da quell’atto, ha spiegato, dovrebbero emergere in modo chiaro competenze, autorizzazioni, limiti e responsabilità reciproche.

Secondo quanto sostenuto dagli organizzatori, il bando prevederebbe la gestione complessiva del parco, dalla manutenzione del verde e delle strutture fino alla fruizione pubblica in orari stabiliti, compresa la possibilità di organizzare, in tempi e modalità definite, eventi di pubblico spettacolo anche a pagamento. Ma, in assenza della convenzione, tutto resterebbe sospeso in una zona grigia amministrativa che, di fatto, impedirebbe una pianificazione seria.

Da qui anche la contestazione per quanto avvenuto nei giorni precedenti la Pasquetta. Dopo una promozione andata avanti per diversi giorni, il divieto allo svolgimento dell’evento è arrivato soltanto a ridosso della festività. Una decisione che i gestori definiscono una “figuraccia colossale”, anche per le perdite economiche che ne sono derivate. “Non siamo un’associazione di beneficenza, siamo imprenditori che investono risorse e hanno diritto a un guadagno”, ha detto Pepe.

Il referente ha anche rivendicato il lavoro svolto finora sull’area, parlando di una location che sarebbe stata recuperata a spese dei gestori dopo anni di degrado, vandalismi, tossicodipendenza e prostituzione. “Abbiamo rimesso a posto un luogo che era in condizioni difficili”, ha affermato, sottolineando come l’Ati abbia ricevuto la struttura ma abbia poi investito risorse per renderla nuovamente fruibile ai cittadini.

Lo stallo burocratico, secondo gli organizzatori, avrebbe già prodotto conseguenze pesanti sui conti. Il bilancio, ha riferito Pepe, segnerebbe infatti un passivo di 130mila euro, a fronte di una struttura che impiega nei momenti clou, circa cento unità di personale. Per questo motivo i gestori chiedono ora una regolarizzazione immediata di atti e documenti, indispensabile per programmare il futuro e per dare piena attuazione al Piano economico-finanziario presentato in fase di gara.

L’attenzione è già rivolta al prossimo appuntamento del 1° maggio, altra data sulla quale i gestori vorrebbero costruire un’iniziativa per la città. Ma anche in questo caso, spiegano, senza la firma della convenzione e senza un piano operativo condiviso con le istituzioni, in particolare sul fronte della sicurezza e dei rapporti con la Questura, diventa difficile procedere.

“Abbiamo cercato di comprendere le difficoltà che ci sono per far decollare questo posto. Abbiamo ospitato oltre 8mila persone che sono state felicissime. Stiamo lavorando per il primo maggio, ma vorremmo che ci fosse la regolarizzazione di documenti e carte”, ha dichiarato Pepe, ribadendo la disponibilità dei gestori a fare la propria parte. “Vogliamo regolarizzare tutto affinché questa struttura sia davvero un luogo di ritrovo e di svago”.

In conclusione, Pepe, ha tenuto a chiarire il problema, mosso da tanti avventori, sulla questione acqua: “Il regolamento prevedeve la possibilità di entrare con una bottiglia d’acqua per ogni ingresso. Per rendere ancora più comoda la gestione di un bene primario, abbiamo fatto trovare a nostre spese una cassa d’acqua per ogni tavolo prenotato. Qualcuno ha chiamato le forze dell’ordine, appellandosi alla Costituzione italiana. Roba da fantascienza”.

Intanto, già da oggi il personale è tornato al lavoro per ripulire l’area dopo la grande affluenza registrata a Pasquetta. Il parco resterà chiuso per 48 ore.