A Torre Annunziata, Libera non ha mai smesso di far sentire la sua voce. Dalla mattinata durante la quale assieme a Palazzo Fienga venivano giù anche le speranze dei torresi, Libera non ha mai fatto sentire soli i cittadini oplontini. Oggi il monito è chiaro, l’augurio è che si possa guardare avanti oltre le dimissioni dell’ex sindaco Corrado Cuccurullo, costruendo un tempo di corresponsabilità che non lasci spazio al ritorno delle logiche di clan e clientela.
Il documento del Presidio “Raffaele Pastore – Luigi Staiano” mette in luce come le dimissioni del primo cittadino e l’attesa dell’esito della commissione d’accesso aprano un anno di possibile commissariamento, fase storicamente a rischio di trasformismo e di riorganizzazione occulta dei poteri illegali. Per l’associazione guidata a livello nazionale da Luigi Ciotti, la liberazione della città non può esaurirsi nella legalità formale o nello scioglimento del Consiglio, serve un piano integrato che restituisca mare, lavoro dignitoso, politiche sociali e cultura a una comunità che ha visto sottrarre la propria identità storica. Nei mesi scorsi Libera ha scelto il dialogo con le istituzioni senza rinunciare alla critica, promuovendo iniziative per la memoria delle vittime innocenti e per Giancarlo Siani, e denunciando la revoca ingiusta dell’Albergo Libera Gioventù e i ritardi inspiegabili sul regolamento dei beni confiscati. Ora chiede interventi immediati, il ripristino delle condizioni per Carmela Sermino e la figlia Ludovica, ( di cui Anteprima24 ha scritto), riconversione di Palazzo Fienga in spazio verde gestito dalle associazioni, l’approvazione di regole chiare per l’uso sociale dei beni sequestrati.
La proposta di Libera si articola in tre direttrici: costruire il NOI unendo associazioni, parrocchie e scuole; presidiare i luoghi pubblici durante il commissariamento con dibattito e iniziative; andare oltre le misure di facciata per ottenere diritti effettivi, trasparenza e lavoro. L’obiettivo è impedire che i signori del clientelismo si ripresentino immacolati, restituendo Torre Annunziata ai suoi cittadini attraverso una democrazia partecipata che riparta dalle piazze.




















