Ansie, paure, emozioni ma soprattutto futuro. Da giovedì 18 giugno, in occasione della prima prova scritta circa 59mila ragazzi campani tracceranno la rotta per il loro futuro, durante l’ appuntamento più sentito, la maturità. Tra due giorni toccherà ai nativi 2008 che portano con sè un bagaglio più digitale che scritto, il coraggio di aver riconosciuto e denunciato il bullismo, di aver parlato ad alta voce di ansia ed attacchi di panico e di aver conosciuto la solitudine dietro i pc.
E poi raccontano una proiezione che tanto futuristica non è. È piuttosto analisi della realtà. Il presente è già denatalità. Anche al Sud, anche in Campania.
Il ragionamento è facile. I maturandi del 2026 sono nati nel 2008. Quelli del 2036 sono le cicogne del 2018. E tra il 2008 e il 2018 le nascite in Campania sono crollate del 25%. È matematica, non previsione. Con 18 anni di ritardo, il calo dei bambini arriva all’ Esame di Stato.
I dati Istat sono impietosi.
Il tasso di natalità regionale è passato da 11,4 ogni mille abitanti nel 2002 a 7,4 nel 2024. L’indice di vecchiaia è raddoppiato, da 77 a 161. Meno bambini oggi, meno classi domani. A livello nazionale l’allarme è già suonato: 134mila studenti in meno dal prossimo anno scolastico, 1,5 milioni entro il 2035.
Tradotto in “termini maturandi” campani, lo scenario è chiaro: dai 57mila stimati nel 2026 si scende a 50mila nel 2031 e a 43mila nel 2036. Un calo del 25% in dieci anni. Un ragazzo su quattro in meno all’esame.
Il conto lo pagheranno soprattutto le province interne. Napoli perde ma regge: da 31mila maturandi passa a 23.500. Salerno e Caserta perdono circa un quarto degli studenti. Avellino e Benevento rischiano il crollo: -31% e -33%. Classi che si chiudono, istituti che si accorpano, cattedre che spariscono.
Non è un problema di scuola, è un problema italico. Per i sindacati, il calo demografico va affrontato “a 360 gradi”, dalle politiche per il lavoro, alle agevolazioni per le coppie che vorrebbero mettere su famiglia. Altrimenti tra dieci anni i numeri continueranno a calare. Meno vite, meno sogni.




















