Tempo di lettura: 2 minuti

Lo descrivono come un presidio “intenso, anche se non partecipatissimo”. Ieri, in concomitanza col voto alla Camera sulle intese con quattro regioni per l’Autonomia differenziata, un centinaio di persone ha manifestato a Roma in piazza Capranica. Il presidio è poi riuscito ad arrivare in piazza di Monte Citorio.

Sul posto una rappresentanza del Coordinamento campano contro l’Autonomia differenziata. In aula, invece, la maggioranza ha approvato le intese con Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria. Sul tavolo, il trasferimento di materie cruciali: protezione civile, professioni, previdenza complementare integrativa e sanità. Con i comitati contrari alla riforma Calderoli, in piazza c’erano sindacati come Cgil, Fisi, Cobas e Usb. Presenti anche gli studenti di Uds e Link, oltre all’Anpi, il Pci, Rifondazione Comunista e diverse associazioni. “Molti deputati dell’opposizione, scesi nel corso della seduta – spiegano al Coordinamento campano -, hanno promesso di impegnarsi per scongiurare con ogni mezzo la devoluzione delle materie, specie della Sanità, e la riduzione dei diritti costituzionali a privilegi ristretti ai residenti in determinati territori”. Si sono visti i deputati dem De Giorgis e Casu, Sportiello e Caso del M5S.

Le intese sono purtroppo state approvate, ma – dicono al Coordinamento campano – è stata più volte sottolineata la necessità strategica, in questa fase, di una alleanza tra istituzioni e piazza, esponenti politici e attivisti”. Speranze, aggiungono, “sono riposte nei ricorsi alla Corte Costituzionale già annunciati da Decaro (Puglia) e Fico (Campania), cui presto potrebbe unirsi De Pascale (Emilia Romagna)”.

Ma continuano a montare le preoccupazioni, di fronte ai futuri scenari. “Il Sud, in particolare – avvertono dal Coordinamento campano-, rischia la desertificazione per “mobilità passiva”, cioè per induzione dei lavoratori al trasferimento al Nord per il migliore trattamento economico garantito dalli regioni autonome ai professionisti di tutti i settori”. I timori sono tanti, la voglia di smobilitare però è nulla. “I Comitati restano in piazza – promettono -, ad esercitare vigilanza democratica e a denunciare la inaccettabile torsione della Costituzione e delle sue garanzie per uno squallido scambio di favori elettorali tra le forze di governo”.