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Samuele Ciambriello si dimette dalla Segreteria provinciale del Partito Democratico di Benevento. Lo comunica con una lunga lettera indirizzata alla segretaria provinciale Filomena Marcantonio e, per conoscenza, al segretario regionale del Pd Campania Piero De Luca, nella quale motiva la scelta con quanto accaduto in occasione delle elezioni per il rinnovo della Presidenza della Provincia di Benevento.

Secondo Ciambriello, il sostegno espresso da alcuni consiglieri comunali del Pd cittadino al candidato del centrodestra Claudio Cataudo rappresenta «la certificazione di una crisi profonda, culturale prima ancora che organizzativa», oltre a una smentita della linea politica approvata dalla Direzione provinciale, che aveva indicato il sostegno al centrosinistra e al campo progressista in tutte le competizioni istituzionali.

Nel documento, l’ormai ex componente della segreteria definisce quella scelta «politicamente inspiegabile e moralmente incoerente», sostenendo che abbia umiliato il ruolo degli organismi dirigenti ed esposto il Partito Democratico a una «figuraccia» arrivata fino ai livelli regionale e nazionale.

Ciambriello richiama anche il lavoro portato avanti dal segretario regionale Piero De Luca, sottolineando come il Pd campano stia cercando di rafforzare il centrosinistra, mentre nel Sannio sarebbe stata intrapresa una direzione opposta. Da qui la domanda, espressa con la celebre formula latina “Cui prodest?”, per chiedersi quale interesse politico abbia realmente tutelato quella scelta.

Nel passaggio più duro della lettera, Ciambriello afferma che votare il candidato del centrodestra significa «varcare un confine che un partito del centrosinistra non dovrebbe mai oltrepassare», aggiungendo che una possibile astensione avrebbe almeno preservato la credibilità del partito.

«Non è il Partito Democratico nel quale sono cresciuto. Non è il partito nel quale ho scelto di militare da giovane», scrive, spiegando di non voler essere «corresponsabile di una deriva che rischia di svuotare il Partito Democratico della sua funzione e della sua identità».

Per Ciambriello, le dimissioni rappresentano «un atto dovuto», non contro qualcuno ma «a favore della mia storia, della mia dignità politica e della coerenza».

Nella parte finale della lettera, il dirigente dem lancia un appello per una rifondazione del Pd sannita, chiedendo un confronto pubblico tra dirigenti, amministratori e iscritti. Annuncia inoltre che parteciperà alla riunione della segreteria provinciale già convocata per venerdì, durante la quale illustrerà personalmente le ragioni della propria decisione.

Tra le richieste avanzate, anche l’azzeramento dell’intera Segreteria provinciale, ritenuto da Ciambriello un passaggio necessario «per avviare una nuova fase politica fondata sulla lealtà, sulla coerenza e sul rispetto delle decisioni assunte collegialmente». Conclude ribadendo che continuerà a servire i valori del centrosinistra, ma senza rinunciare «alla libertà di pensiero, alla lealtà verso gli elettori e alla coerenza tra ciò che si dice e ciò che si fa», perché «la politica può sopravvivere alle sconfitte. Non sopravvive, invece, all’ipocrisia».