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Oltre cinquemila immagini e video di abusi su minori nascosti nella memoria di vecchi smartphone dimenticati nei cassetti. È l’archivio da incubo scoperto dagli agenti della Polizia Postale ad Ariano Irpino, un blitz sfociato nell’arresto di un cinquantenne del posto, per il quale si sono aperte le porte del carcere.

L’operazione è scattata  quando gli investigatori hanno perquisito l’abitazione dell’uomo alla ricerca di dispositivi informatici. A finire sotto sequestro è stata una decina di telefoni: alcuni ancora operativi, altri rotti o messi da parte da tempo. Dalla successiva perizia tecnica sui supporti digitali è emersa la mole del materiale pedopornografico, sufficiente a far scattare la misura precautelare in flagranza sotto il coordinamento della Procura di Napoli.

Questa mattina l’indagato si è presentato davanti al GIP del Tribunale di Benevento, Salvatore Perrotta, assistito dal difensore Alessio Lazazzera. Durante l’udienza di convalida, l’uomo si è difeso sostenendo di essere capitato su quel materiale “per errore” mentre navigava su siti pornografici per adulti e ha negato ogni attività di condivisione o diffusione in rete.

Una ricostruzione che non ha retto al vaglio del magistrato: il GIP ha convalidato il provvedimento e disposto la custodia cautelare in carcere.