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AGGIORNAMENTO: Una delegazione dei lavoratori è stata ricevuta dal sindaco di Salerno Vincenzo De Luca

È stato effettuato questa mattina, sotto i portici del Comune di Salerno, il primo dei due presìdi annunciati dalla FIOM-CGIL e dai lavoratori delle Fonderie Pisano, in vista della Conferenza dei Servizi del 26 agosto chiamata a riesaminare l’AIA sul nuovo progetto di riconversione green dello stabilimento di Fratte. Una mobilitazione che affonda le radici nel percorso avviato già da settembre 2025 e che, come si legge nel documento sindacale, nasce dalla necessità di «rivendicare lavoro e futuro per i 100 lavoratori e famiglie impegnati nello stabilimento di Fratte». La protesta di oggi ha visto la partecipazione di operai, rappresentanti sindacali e familiari, tutti uniti nel chiedere attenzione e risposte da parte delle istituzioni locali e regionali, alle quali la FIOM ha già inoltrato richieste di incontro rimaste finora senza riscontro: «Richieste ad oggi non ancora riscontrate».

A guidare il presidio è stata Francesca D’Elia, segretaria provinciale FIOM-CGIL, che ha ribadito come la battaglia non si concentri solo sulla riapertura temporanea dello stabilimento a Fratte. L’ipotesi, pur avendo un valore positivo in termini di continuità produttiva, non può rappresentare una soluzione duratura. D’Elia ha spiegato che l’obiettivo della mobilitazione è quello di accelerare l’individuazione di un sito alternativo dove realizzare il nuovo investimento green: «Siamo qui per chiedere di riuscire a individuare anche ad agosto un possibile sito alternativo, perché siamo tutti consapevoli che anche riaprendo la fonderia non può stare più lì per molto tempo». La segretaria ha poi sottolineato la necessità di un confronto immediato con tutte le istituzioni coinvolte, ricordando che nessuna di esse può ritenersi estranea a una vertenza che riguarda un intero territorio: una posizione perfettamente in linea con quanto riportato nel documento ufficiale, dove si evidenzia che «nessuna Istituzione locale, regionale o nazionale debba sentirsi esclusa dal fare la sua parte».

Accanto alla FIOM, la voce dei lavoratori è stata rappresentata da Domenico Volpe, operaio e rappresentante sindacale, che ha insistito sulla solidità tecnica del progetto presentato dall’azienda. Volpe ha spiegato che il piano di riconversione è stato valutato anche da ingegneri esterni e risulta «praticamente perfetto», motivo per cui i lavoratori attendono con fiducia la Conferenza dei Servizi, chiamata a determinare la concessione dell’AIA per un periodo transitorio a Salerno, in attesa del trasferimento in un nuovo sito già individuato dalla proprietà. Volpe ha però chiarito che senza la cooperazione di tutte le istituzioni il percorso rischia di bloccarsi, e ha ricordato con forza che la mobilitazione non si fermerà: «La dignità non ha stagioni: fa caldissimo, ma siamo ancora qui a manifestare e lo faremo mercoledì presso l’Arpac».

Il presidio di oggi rappresenta dunque un passaggio cruciale di una vertenza complessa, che intreccia lavoro, salute, ambiente e prospettive industriali. La FIOM, nel documento inviato al Prefetto, ribadisce che la riapertura a Fratte, pur utile a evitare la cessazione dell’attività, non distoglierà il sindacato dal vero obiettivo: «traguardare un reale e stabile futuro occupazionale attraverso nuovi investimenti green in altra area idonea». Mercoledì 5 agosto è previsto il secondo presidio, questa volta davanti alla sede del Dipartimento ARPAC, mentre cresce l’attesa per il 26 agosto, data che potrebbe segnare una svolta decisiva per il futuro delle Fonderie Pisano e dei lavoratori che da mesi chiedono risposte, ascolto e un percorso chiaro verso la nuova fabbrica.