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Due bambine allontanate e collocate in una struttura protetta insieme alla madre. Dietro il provvedimento c’è una storia familiare difficile, partita da Benevento e arrivata fino a Palermo, sulla quale ora è intervenuta la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni. La misura è stata eseguita il 28 luglio, dopo gli accertamenti della Polizia di Stato. Le minori sono state inserite, insieme alla madre, in una casa di accoglienza di Palermo. La Procura ha quindi chiesto al Tribunale la convalida del collocamento in sicurezza e l’adozione di ulteriori provvedimenti a tutela delle bambine.

Secondo quanto ricostruito negli atti, il nucleo familiare aveva lasciato Benevento nel mese di maggio per trasferirsi a Palermo nella speranza di trovare una situazione più stabile. Madre e figlie sarebbero state inizialmente ospitate nell’abitazione di un parente. Successivamente, per circa tre giorni, avrebbero trovato sistemazione nella casa di un altro uomo. Ed è proprio durante quei giorni che sarebbe accaduto l’episodio che ha fatto precipitare la situazione. La madre, ascoltata dagli investigatori, avrebbe raccontato di aver notato alcuni comportamenti che l’avevano insospettita e preoccupata nei confronti della figlia più grande. La notte del 18 luglio la bambina sarebbe scoppiata in lacrime e avrebbe raccontato alla madre quanto sarebbe accaduto mentre si trovava da sola in una stanza con l’uomo che le stava ospitando. Secondo quanto riportato nel provvedimento, la minore avrebbe riferito che l’uomo si sarebbe spogliato e avrebbe chiuso a chiave la porta della camera. A quel punto la donna avrebbe deciso di prendere la figlia e abbandonare immediatamente l’abitazione. Le circostanze sono riportate negli atti sulla base delle dichiarazioni raccolte e restano naturalmente oggetto di accertamento.

A rendere ancora più delicato il quadro sono stati gli accertamenti sanitari effettuati successivamente. Dall’esame tossicologico di secondo livello, secondo quanto riportato dalla Procura, la bambina sarebbe risultata positiva alla cocaina e alla cannabis. Gli accertamenti avrebbero inoltre evidenziato la presenza di un disturbo del neurosviluppo con deficit intellettivo. Elementi che, insieme alla situazione abitativa e familiare ricostruita dagli investigatori, hanno spinto le autorità ad approfondire le condizioni nelle quali vivevano le due minori. Dalle verifiche sarebbe emerso un quadro di forte precarietà. Il nucleo, trasferitosi da Benevento a Palermo nel mese di maggio, non avrebbe avuto una sistemazione stabile. Secondo gli atti, né la madre né l’uomo con il quale aveva intrapreso una relazione svolgevano attività lavorativa e il sostentamento sarebbe avvenuto attraverso l’Adi (Assegno di Inclusione). La Procura richiama inoltre gli accertamenti effettuati nelle banche dati delle forze dell’ordine, dai quali sarebbero emersi precedenti e segnalazioni riguardanti alcuni degli adulti coinvolti nella vicenda. Nella richiesta inviata al Tribunale per i Minorenni, vengono utilizzate parole molto nette. La Procura parla di una situazione caratterizzata da “grave trascuratezza e superficialità“, facendo riferimento anche alla precarietà e all’instabilità del nucleo familiare. Secondo gli inquirenti, sarebbe inoltre emersa l’assenza di figure familiari adeguate che potessero prendersi cura delle bambine. Da qui il provvedimento urgente: le due minori sono state collocate in sicurezza, insieme alla madre, all’interno di una casa di accoglienza. La Procura ha chiesto al Tribunale per i Minorenni di Palermo di convalidare la misura e di valutare ulteriori provvedimenti a tutela delle bambine, ritenendo che gli elementi raccolti evidenzino, allo stato, una situazione incompatibile con il pieno esercizio delle funzioni genitoriali.

La parola passa adesso al Tribunale, chiamato a decidere quali misure adottare per garantire la protezione e il futuro delle due minori. La famiglia è assistita dall’avvocato Fabio Ficedolo.