Far ripartire quanto prima, dopo la Conferenza dei Servizi, la produzione nello stabilimento di Fratte. È questo l’obiettivo dei lavoratori delle Fonderie Pisano di Salerno, riuniti in assemblea e impegnati questa mattina ad accompagnare giornalisti e cittadini in una sorta di “tour” all’interno dell’azienda, ferma ormai da mesi.Durante la visita con i giornalisti, i delegati Angelo Clemente e Mimmo Volpe hanno rivendicato gli interventi già realizzati per avviare una produzione ecocompatibile, a partire dai cubilotti: oggi completamente inutilizzabili, impediscono qualsiasi lavorazione con carbone coke.
L’intenzione dei lavoratori è riaccendere il forno elettrico già presente da tempo, con il quale si produceva circa il 20% della ghisa. Una quota che, secondo Clemente, potrebbe essere aumentata in vista della realizzazione di due nuovi forni elettrici, per i quali – sostengono – basterebbero tre mesi di lavori.
Il loro obiettivo è chiaro: riattivare il forno elettrico esistente per integrare lo stipendio, restare sul mercato e dimostrare che una fonderia può essere ecocompatibile, senza odori né impatti sulla popolazione, invitata a visitare lo stabilimento.
Oggi i lavoratori percepiscono 850 euro al mese. Sperano, da settembre, di poter tornare almeno a tre o quattro ore di lavoro al giorno, così da recuperare stipendi dignitosi.
L’intenzione dei lavoratori è riaccendere il forno elettrico già presente da tempo, con il quale si produceva circa il 20% della ghisa. Una quota che, secondo Clemente, potrebbe essere aumentata in vista della realizzazione di due nuovi forni elettrici, per i quali – sostengono – basterebbero tre mesi di lavori.
Il loro obiettivo è chiaro: riattivare il forno elettrico esistente per integrare lo stipendio, restare sul mercato e dimostrare che una fonderia può essere ecocompatibile, senza odori né impatti sulla popolazione, invitata a visitare lo stabilimento.
Oggi i lavoratori percepiscono 850 euro al mese. Sperano, da settembre, di poter tornare almeno a tre o quattro ore di lavoro al giorno, così da recuperare stipendi dignitosi.



















