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Cinquemila arresti in flagranza di reato, 22mila denunce, 20 omicidi i cui responsabili sono stati assicurati alla giustizia, 324 arresti per reati di camorra su ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Sono i numeri conseguiti dal Comando provinciale dei carabinieri di Caserta, negli ultimi quattro anni, sotto la guida del colonnello Manuel Scarso, che ha lasciato l’incarico per andare a dirigere a Roma l’ufficio stampa del Comando Generale dell’Arma.
   
Tra le indagini di maggior rilievo portate avanti dal comando provinciale di Caserta negli anni di comando di Scarso, si ricordano quelle che hanno portato a diverse decine di arresti di esponenti dei clan Schiavone, Bidognetti, dei Casalesi, tra cui quelli del fratello e il figlio del capoclan Francesco ‘Sandokan’ Schiavone, del clan Zagaria di Casapesenna, compresi i fratelli di Michele Zagaria, Antonio e Carmine. Ma anche esponenti del clan Ligato di Pignataro Maggiore, Esposito di Sessa Aurunca, Belforte di Marcianise e Picca-Di Martino di Teverola-Carinaro.
Di rilievo anche arresti effettuati nell’ambito delle inchieste, coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, su fenomeni di corruzione nel Comune di Caserta che hanno portato allo scioglimento dell’ente per infiltrazioni camorristiche nell’aprile dello scorso anno e le indagini su Castel Volturno, che hanno provocato le dimissioni del sindaco Pasquale Marrandino.