Si chiama La Bellezza che cura ed è il progetto attraverso il quale l’Azienda Ospedaliero‑Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona apre ufficialmente all’estetica oncologica, un settore che con il recente decreto Ancorotti ha ottenuto il suo riconoscimento formale e che ora diventa operativo grazie all’associazione Noi Donne Soprattutto e al gruppo che rappresenta le estetiste oncologiche. Nasce così un punto di ascolto dedicato alle pazienti, attivo una volta a settimana su appuntamento, pensato per offrire consigli mirati, indicazioni sui prodotti più adatti e un sostegno concreto a chi affronta le terapie oncologiche.
Il servizio è frutto di una catena di solidarietà che nei mesi scorsi ha permesso di raccogliere fondi e risorse oggi presentate in conferenza stampa.
Alla presentazione ha preso parte anche il direttore generale Nicola Cantone, che ha sottolineato il valore di un’iniziativa capace di integrare la cura clinica con l’attenzione alla persona, ricordando come l’ospedale debba essere un luogo in cui la qualità delle terapie si accompagna alla tutela della dignità delle pazienti.
Alla presentazione ha preso parte anche il direttore generale Nicola Cantone, che ha sottolineato il valore di un’iniziativa capace di integrare la cura clinica con l’attenzione alla persona, ricordando come l’ospedale debba essere un luogo in cui la qualità delle terapie si accompagna alla tutela della dignità delle pazienti.
La sua presenza ha confermato il sostegno della direzione aziendale a un progetto che amplia i servizi dedicati alle donne in trattamento oncologico e rafforza la rete di collaborazione con il mondo associativo.
Accanto a lui, è intervenuta anche l’assessore alla medicina territoriale del Comune di Salerno, Paky Memoli, che ha evidenziato l’importanza di un presidio capace di creare continuità tra ospedale e territorio, offrendo alle pazienti un punto di riferimento stabile, umano e competente.
Durante l’incontro, il professore Stefano Pepe, direttore del Dipartimento di Oncologia del Ruggi, ha ribadito quanto la cura dell’aspetto estetico possa incidere sul benessere psicologico delle donne in trattamento. Le terapie, ha spiegato, possono modificare il corpo e generare fragilità, ma ritrovare la propria immagine significa anche sostenere la capacità di affrontare la malattia, soprattutto per quei tumori – come quello alla mammella – che oggi possono essere sconfitti.
Anche Veronica Carratù, presidente dell’associazione Noi Donne Soprattutto, composta da donne che hanno vissuto l’esperienza del tumore, ha espresso entusiasmo per l’attivazione dello sportello. Ha ricordato come dal 2014 l’associazione lavori per diffondere la cultura della prevenzione e per sostenere le pazienti nel difficile processo di ricostruzione psicofisica. Prendersi cura, ha sottolineato, significa restituire normalità, benessere e dignità, attraverso una presenza costante e concreta accanto a chi affronta un percorso oncologico.

Nella foto Veronica Carratù


















