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Dopo giorni di grande apprensione non solo in Irpinia, per il drammatico tentato femminicidio ai danni di Mariem, 28enne di origine tunisina aggredita brutalmente dal suo ex compagno Adheri Majdi (coetaneo e connazionale), la giovane è fortunatamente dichiarata fuori pericolo dai medici dell’ospedale di Potenza, dove le è stata assegnata una prognosi di 40 giorni.

L’uomo, non accettando la fine della relazione, ha messo in atto una vera e propria persecuzione fatta di appostamenti e telefonate, culminata sabato pomeriggio nell’irruzione nell’abitazione della donna. Lì l’ha colpita violentemente alla testa con un martello, per poi chiuderla a chiave in camera e darsi alla fuga.

Le urla della vittima hanno allarmato i vicini di casa, che hanno prontamente allertato i Carabinieri. I soccorsi tempestivi hanno permesso il trasporto immediato in elisoccorso a Potenza. L’aggressore è stato rintracciato la notte successiva a Lioni e condotto nel carcere di Bellizzi Irpino in attesa della convalida del fermo.

Il caso di Mariem a Calitri  un copione drammaticamente ricorrente nella cronaca nazionale proprio negli stessi giorni che, purtroppo, un’altra donna non ce l’ha fatta perchè gettata da un cavalcavia dal suo ex, e dopo che egli stesso di è lanciato.

Anche Lorena Isceri aveva deciso di interrompere la relazione e l’ex compagno, non accettando il rifiuto, ha pianificato un agguato, arrivando al sequestro e all’esito più drammatico. 

La vicenda di Meriem rappresenta quindi un “miracolo di sopravvivenza”, ma ricorda come, senza un’adeguata tutela e il rispetto dei protocolli di prevenzione (dal Codice Rosso al monitoraggio post-carcerario), il rischio di recidiva o di un tragico epilogo rimanga altissimo.ma

Se il quadro clinico volge al meglio con la guarigione stimata in circa un mese e mezzo, la vera sfida si sposta ora sul piano della sicurezza a lungo termine. Per Mariem sarà fondamentale l’attivazione tempestiva di una solida rete di protezione e dei protocolli anti-violenza. L’obiettivo prioritario delle istituzioni e delle forze dell’ordine sarà garantire che, una volta che l’aggressore avrà scontato la propria pena o nel caso di eventuali cambi di misura cautelare, l’uomo non possa più avvicinarsi né tornare a farle del male.