Cinque milioni di tonnellate di cibo sprecato ogni anno.
È da questo dato incredibilmente preoccupante che è nato il cambio di passo del World Cleanup Day 2026, presentato questa mattina a Napoli nella sede del CSV al Centro Direzionale.
Non più solo una giornata mondiale per raccogliere rifiuti, ma una battaglia culturale che parte dalle nostre case, dalle nostre cucine, dal piatto. È questa la nuova sfida lanciata da Let’s Do It! Italy, riconosciuta come giornata internazionale dalle Nazioni Unite e già capace di coinvolgere 212 Paesi.
A spiegare il senso della svolta è Umberto Cristadoro, presidente di CSV Napoli, che ha richiamato il ruolo del Centro di Servizio per il Volontariato nel sostenere il mondo del volontariato e l’importanza di un Terzo settore presente e attento ai rapporti con le istituzioni: “World Cleanup Day è un progetto e un contenitore in cui il CSV crede molto”, ha dichiarato Cristadoro, aggiungendo che “il Terzo settore deve essere sempre presente e attento ai rapporti con le istituzioni, nel rispetto delle norme e delle regole sul lavoro. L’ambiente è un tema fondamentale”.
Vincenzo Capasso, presidente di Let’s Do It! Italy, ha ripercorso la storia dell’iniziativa, nata da Let’s Do It World e riconosciuta come giornata internazionale dalle Nazioni Unite: “Sono 212 i Paesi coinvolti finora, alcuni dei quali in guerra, come Ucraina, Iraq e Iran”, ha spiegato. “È bene andare a raccogliere il rifiuto, ma l’obiettivo deve essere prevenire e fare in modo che i rifiuti non vengano prodotti. Da qui la scelta, dopo il tessile, di occuparci di spreco alimentare, è il quotidiano, è ciò che facciamo nelle nostre case. Si pensi ai risvolti economici: lo spreco alimentare è un costo invisibile, paragonabile a quello della benzina, con un impatto significativo su tanti aspetti della vita quotidiana”.
Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania, ha inquadrato l’iniziativa nella cornice delle attività che l’associazione porta avanti dal 1993: “È un’occasione per valorizzare le buone pratiche, in una Campania che ancora oggi fa fatica a raccontarsi”, ha detto. “Dobbiamo saper legare i momenti di rigenerazione alle vertenze storiche su ambiente e territorio, e così sarà anche per il World Cleanup Day, con iniziative concrete in luoghi simbolo da tutelare. Quando si parla di rifiuti bisogna dire la verità: ci vogliono prevenzione e impianti di trasformazione in compost e biometano”.
Maurizio D’Ago, presidente di ACLI Campania, ha posto l’accento sull’impegno sociale dell’associazione, che distribuisce pacchi alimentari sul territorio: “Il cuore della nostra attività è l’impegno sociale”, ha affermato. “La lotta allo spreco alimentare e il recupero delle eccedenze vanno in una direzione molto sociale: destiniamo il recupero a chi ha bisogno. Ecologia e nuove forme di solidarismo sociale possono costituire la base per un impegno comune”.
Ha chiuso gli interventi Sergio Costa, vicepresidente della Camera dei deputati, con i dati di riferimento: in Italia si sprecano 5 milioni di tonnellate di cibo l’anno, pari a 550 grammi pro capite: “Come istituzioni mi pongo una domanda: c’è un prima? La legge Gadda ha bisogno di un upgrade”, ha dichiarato. “Parliamo di filiera produttiva di prossimità, produzione bio, assenza di pesticidi, lotta biologica integrata: servono norme che favoriscano determinati territori. Bisogna pensare a incentivi alle imprese e, quando si entra nella sovrapproduzione, sarebbero utili incentivi alle aziende, penso per esempio a sconti o esenzioni sulla Tari per chi riduce gli sprechi”.
In Campania le azioni coinvolgeranno il Parco Nazionale del Vesuvio e l’area est di Napoli, con interventi a San Giovanni a Teduccio, fino al Casertano, con appuntamenti ad Aversa e nelle aree limitrofe, inclusa Giugliano e Castel Volturno, e al Salernitano, con un’azione a Pontecagnano. Coinvolte anche le scuole.
L’appuntamento con le azioni di pulizia è fissato per il 20 settembre 2026.















