La Zona economica speciale, la crescita dell’industria irpina e le prospettive economiche del Mezzogiorno. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro “L’Irpinia delle imprese. Storia, export e ZES come motori di sviluppo”, promosso da Confindustria Avellino e Consorzio ASI nella sede della Camera di Commercio di piazza Duomo. Al confronto ha partecipato anche il deputato del Partito Democratico Piero De Luca, che ha chiuso i lavori con un intervento fortemente critico nei confronti delle politiche economiche del Governo.
A fare da sfondo al dibattito, un rapporto della Luiss Guido Carli dedicato alla crescita delle imprese irpine, presentato alla presenza di imprenditori e amministratori locali. Un’occasione per fare il punto sugli effetti della ZES e sulle prospettive del sistema produttivo provinciale.
Nel suo intervento, De Luca ha collegato direttamente sviluppo industriale, occupazione e futuro del territorio. «Investire nella crescita economica vuol dire fare un investimento nel futuro del Paese, ma anche nella coesione sociale», ha sottolineato il deputato. «Lì dove c’è sviluppo industriale c’è anche occupazione, c’è lavoro che, soprattutto nel Mezzogiorno, diventa una leva per costruire le condizioni per poter avere un futuro in questo territorio».
Da qui l’affondo sulle politiche economiche dell’esecutivo. Secondo De Luca, la crescita italiana sarebbe fortemente legata alle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. «Se non fosse per il PNRR, l’Italia sarebbe in recessione», ha dichiarato, aggiungendo che «oggi l’Italia cresce un terzo della media europea e un quinto della Spagna, la tanto attaccata da questo governo Spagna di Sánchez».
Il parlamentare dem ha quindi puntato il dito contro quelle che considera scelte penalizzanti per il Mezzogiorno, elencando i tagli alle risorse destinate a infrastrutture, occupazione e sviluppo. «Abbiamo 3 miliardi e mezzo tagliati alla perequazione infrastrutturale, quindi alle infrastrutture, 5 miliardi tagliati alla decontribuzione Sud, cioè agli investimenti di giovani e donne nel Mezzogiorno, 2 miliardi di 4 tagliati agli accordi di coesione», ha affermato.
Una linea che, nella lettura di De Luca, avrebbe prodotto conseguenze negative sul sistema produttivo meridionale. «Il governo non ha fatto nulla e, anzi, è andato in direzione opposta rispetto allo sviluppo industriale e ha attaccato e danneggiato fortemente il Mezzogiorno», ha sostenuto.
Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema della ZES, considerata dagli operatori economici uno degli strumenti in grado di sostenere gli investimenti e ridurre i tempi burocratici. Il presidente di Confindustria Avellino, Angelo Petitto, ha sottolineato la forza e la diversificazione del tessuto industriale irpino, evidenziando come la ZES abbia rappresentato un volano non soltanto attraverso il credito d’imposta, ma anche grazie alla semplificazione delle procedure.
Sul fronte politico nazionale, infine, De Luca è intervenuto anche sul percorso per costruire un’alternativa di governo e non ha escluso la strada delle primarie per la scelta del Candidato premier. Il deputato ha indicato nella costruzione di un programma condiviso la priorità, lasciando aperta anche l’ipotesi delle primarie per la scelta del leader della coalizione.
«Normalmente si può affidare al leader del primo partito la guida della coalizione», ha spiegato. «Se, così diciamo, i leader non dovessero decidere, le primarie saranno uno strumento che sicuramente consentirà, in modo democratico e trasparente, di individuare il leader più forte, più carismatico, più credibile per guidare la coalizione».
De Luca ha ricordato infine che la segretaria del Partito Democratico ha già manifestato la propria disponibilità a partecipare a un’eventuale consultazione. Un passaggio che sposta il confronto dall’economia alla politica e apre, anche in Irpinia, una riflessione sulle prospettive del centrosinistra in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.

















