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Il senatore di Fratelli d’Italia Domenico Matera ha presentato un’interrogazione parlamentare ai ministri della Salute, dell’Interno e dell’Ambiente e della Sicurezza energetica sul grave incendio che il 31 agosto ha interessato il deposito di rifiuti nell’area PIP di Airola, con una vasta nube di fumo che ha coinvolto la Valle Caudina e i territori limitrofi.

Ho presentato un’interrogazione parlamentare – spiega Matera – per portare all’attenzione nazionale una domanda che è semplice. Chi doveva controllare, ha controllato? Il Comune di Airola ha fatto quanto di sua competenza per garantire la sicurezza dell’area? E la Regione Campania ha verificato che le prescrizioni previste dall’autorizzazione regionale dell’impianto fossero rispettate, svolgendo tutti i controlli ai quali era tenuta?

Non possiamo fermarci – prosegue – alla gestione dell’emergenza dopo che l’incendio è divampato. Bisogna capire cosa è stato fatto prima, quali verifiche siano state effettuate e se, di fronte a eventuali criticità, siano stati adottati i provvedimenti necessari.

Il sito era già sottoposto a sequestro giudiziario e Airola aveva già vissuto un incendio di analoga gravità nel 2021. Due episodi così importanti in pochi anni impongono di capire se siano state messe in campo tutte le misure di prevenzione. Il sequestro giudiziario non può trasformarsi nell’alibi per l’abbandono di un’area. Ognuno deve rispondere per le proprie competenze e i cittadini della Valle Caudina hanno diritto a sapere cosa è stato fatto e cosa non è stato fatto.

Con l’interrogazione chiedo inoltre che vengano accertate tutte le conseguenze ambientali dell’incendio, attraverso un monitoraggio serio e continuo dell’aria, del suolo e delle acque, verificando l’eventuale presenza di diossine, furani, PCB, metalli pesanti e altri contaminanti. I risultati devono essere resi pubblici con la massima trasparenza.

Ringrazio Vigili del Fuoco, Forze dell’Ordine, Protezione Civile e ARPAC per il lavoro svolto e per l’impegno profuso in questi giorni. Ora, però, servono risposte precise da parte delle istituzioni e interventi concreti per mettere in sicurezza l’area, rimuovere i rifiuti e procedere alla bonifica. La Valle Caudina non può permettersi che una situazione di questo tipo si ripeta o che non sia mai colpa di nessuno”.