Tempo di lettura: 2 minuti

La Cassazione mette un punto fermo sull’esistenza del “Nuovo Clan Partenio“. Nelle oltre cento pagine di motivazioni della sentenza pronunciata lo scorso 15 aprile, i giudici della V Sezione Penale ricostruiscono nascita, struttura e attività del gruppo criminale affermatosi dopo la crisi del clan Genovese.

Secondo la Suprema Corte, nel territorio avellinese e nelle zone limitrofe ha operato un’associazione di stampo camorristico, dedita in particolare all’usura, sorta per iniziativa di Pasquale Galdieri. Un’organizzazione autonoma, con propri uomini e regole, capace di esercitare il proprio peso sul territorio.

La Cassazione ha rigettato i ricorsi presentati contro la sentenza della Corte d’Appello di Napoli del giugno 2025 da Pasquale e Nicola Galdieri e dagli altri imputati. Inammissibile il ricorso di Giuliana Brogna, mentre per Giovanni Volpe è stato disposto l’annullamento con rinvio.

Nelle motivazioni viene richiamata anche la condanna di Filippo Chiauzzi ed Elpidio Galluccio per associazione e reati di usura. Un elemento che, secondo i magistrati, si aggiunge agli ulteriori dati processuali raccolti e utilizzati per ricostruire l’esistenza e l’operatività del sodalizio. Particolare attenzione è riservata alla posizione di Pasquale Galdieri, detto “O’ Milord”, attualmente detenuto al 41 bis.

Per i giudici il suo ruolo al vertice del gruppo emerge dalle conversazioni intercettate e dal concreto esercizio di poteri decisionali. Tra gli episodi richiamati figurano la riduzione del debito di Ernesto Nigro dopo la sua affiliazione e l’assegnazione dello stesso al settore delle estorsioni nell’Alta Irpinia.

La Cassazione conferma così, sul punto, l’impianto già delineato dal Tribunale nel luglio 2023 e successivamente dalla Corte d’Appello. Galdieri viene indicato come capo e promotore di una compagine capace di affermare il proprio predominio criminale dopo il tramonto del precedente clan Genovese.

La vicenda giudiziaria nasce dall’operazione “Partenio 2.0”, scattata il 14 ottobre 2019 e condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo, sotto il coordinamento della Dda di Napoli e dei magistrati antimafia Simona Rossi, Luigi Landolfi e Henry John Woodcock.