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Ha generato più sorrisi che polemiche la confusione nata attorno all’ordinanza con cui il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca ha imposto il divieto di fuochi d’artificio. In città, per qualche giorno, è circolata la domanda più surreale dell’anno: “Ma allora il 21 settembre, per San Matteo, che facciamo? Accendiamo solo le candeline?”.

In realtà, il divieto riguarda i fuochi “selvaggi”, quelli sparati a caso a ogni compleanno, promozione o gol in Champions. Non certo lo spettacolo pirotecnico che da sempre chiude i festeggiamenti del santo patrono. Ma la sovrapposizione tra ordinanza e tradizione ha creato un piccolo corto circuito comunicativo, trasformando Salerno in un laboratorio di filosofia urbana: “Se i fuochi sono vietati, ma i fuochi sono autorizzati, i fuochi sono vietati o autorizzati?”.

A fugare ogni dubbio è arrivata la delibera di giunta comunale, che non solo conferma lo spettacolo, ma stanzia anche 5.864 euro per la sua realizzazione. Il contributo sarà destinato all’associazione culturale San Matteo, che ha presentato richiesta formale per coprire le spese dell’evento. Insomma: fuochi vietati, sì, ma solo quelli improvvisati. Quelli “seri”, quelli che illuminano il lungomare e fanno dire “quest’anno erano più belli”, restano saldamente al loro posto.

Dunque, come da tradizione, il 21 settembre Salerno avrà il suo appuntamento con i fuochi d’artificio. Nessuna rivoluzione, nessun San Matteo “in versione silenziosa”: solo un po’ di ironia cittadina e un chiarimento necessario dopo un’ordinanza che, per qualche giorno, ha fatto credere che la festa potesse trasformarsi in una serata “a luci spente”.

Fuochi San Matteo, Salerno
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