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La parola è quella che risponde al nome di solidarietà. Solidarietà verso gli ultimi, solidarietà verso i più emarginati. E tra questi ci sono purtroppo anche gli anziani. È il caso del signor Pellegrino che abita a via Nuzzolo, edifici popolari della periferia nord di Benevento.

Commovente la sua telefonata ai vigili urbani in cui segnalava la sua solitudine. Una storia che si attaglia ad una realtà purtroppo triste e che inerisce alla troppo spesso snobbata questione dell’emarginazione senile.

Per portare la sua solidarietà diretta a via Nuzzolo è arrivato il sindaco Mastella accompagnato dal comandante della Polizia Municipale Giuseppe  Vecchio, per prendere visione diretta delle istanze dell’anziano, lui sempre molto sensibile alla problematica.

E il sindaco è salito, non senza fatica, all’ultimo piano e ha incontrato il vecchietto che è anche immobilizzato su di una sedia a rotelle. E alla fine, come spesso accade, al primo cittadino è toccato ascoltare anche dei disagi legati alla condizione senile; condizioni di fatiscenza dello stabile, mancanza di ascensore, bollette.

Per tutte queste cose Mastella ha avuto pietà, s’è fatto partecipe dei disagi, espresso parole di vicinanza. Cosa resta di questa vicenda? Che fondamentalmente è importante il contatto fisico, la possibilità di parlare alla pari con un personaggi del lignaggio di Mastella, ricordargli qualche aneddoto.

Nessuna rivendicazione particolare, qualche bolletta da verificare, la soddisfazione però di esserci. E tanto può bastare. Il sindaco di Benevento ha voluto fare i complimenti alla Polizia Municipale  che ha raccolto il grido d’aiuto di Pellegrino: “Noi tutti sindaci dobbiamo dimostrare attenzione. La polizia municipale è stata efficiente. Ma occorre recuperare solidarietà che parte dal vicinato. Invito a tutti a fare uno sforzo in più ed essere accanto a chi ha bisogno, a chi ha disagio. Essere vicini  a chi è solo”.

Uno dei due agenti, Antonio Oliviero, insieme a Sabatino Cimino che ieri ha accolto il grido d’aiuto del signore Pellegrino, ha sottolineato: “Le Centrale operativa ci diceva che una persona anziana era in lacrime e richiedeva compagnia. Pellegrino ci ha accolto come dei figli a casa. Ci ha raccontato la sua storia e la perdita della cara moglie. Noi dobbiamo esserci, questo è il nostro compito  anche in  un momento di sconforto. Questo episodio ci ha fatto capire che le istituzioni ci devono essere anche in queste circostanze”.